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Manuale di amministrazione di Ignite-UX: per HP-UX 11i > Capitolo 6 Sicurezza

Porte del server Ignite-UX

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L'uso delle porte di rete da parte del server Ignite-UX è descritto oltre, secondo il tipo di attività. I digrammi successivi descrivono l'attività delle porte secondo tipo e tempistica delle comunicazioni di rete.

  • Inizializzazione dell'avvio di rete di client su base Itanium, Figura 6-1: porte 67 e 68.

  • Inizializzazione dell'avvio di rete di client su base PA-RISC, Figura 6-2: porte 1067, 1068.

  • Avvio "a freddo" ed installazione iniziata dal client, Figura 6-3: 69, 2049, 2121 e porta assegnata dinamicamente da SD.

  • Reinstallazione di un sistema in esecuzione con bootsys, iniziata dal server, Figura 6-4: 2049, 69, 2121, una porta assegnata dinamicamente da SD e 514 oppure 22.

  • make_net_recovery iniziato dal client, Figura 6-5: 69, 2121, un porta assegnata dinamicamente da SD, 2049.

  • make_net_recovery iniziato dal server, Figura 6-6: 69, 2121, una porta assegnata dinamicamente da SD, 2049 e 514 oppure 22.

  • make_sys_image iniziato dal client, Figura 6-7 514 oppure 2049

Figura 6-1 Uso delle porte: inizializzazione dell'avvio di rete di client su base Itanium

Uso delle porte: inizializzazione dell'avvio di rete di client su base Itanium
  1. Il client invia una richiesta di avvio al server tramite la porta 67. La richiesta è gestita nel server dal daemon bootpd. Se il client è registrato, per l'indirizzo IP di avvio si farà riferimento al file /etc/bootptab; se il client è anonimo, per assegnare l'indirizzo IP di avvio saranno usati i servizi DHCP. Il server quindi invia le informazioni di rete al client nella porta 68. Per ulteriori informazioni sull'avvio di client registrati su base Itanium, vedere “Configurazione del server Ignite-UX per client su base Itanium”. Per ulteriori informazioni sull'avvio di client anonimi su base Itanium, vedere “Considerazioni sull’avvio di client su base Itanium anonimi”. Per ulteriori informazioni su bootpd, vedere bootpd(1M).

Figura 6-2 Uso delle porte: inizializzazione dell'avvio di rete di client PA-RISC

Uso delle porte: inizializzazione dell'avvio di rete di client PA-RISC
  1. Il client invia una richiesta di avvio al server tramite la porta 1067. La richiesta è gestita nel server dal daemon instl_bootd. È utilizzato il file /etc/opt/ignite/instl_boottab sia per i client anonimi sia per quelli registrati. Il server quindi invia le informazioni di rete al client nella porta 1068. Per ulteriori informazioni sull'avvio di client registrati PA-RISC, vedere “Configurazione del server Ignite-UX per client PA-RISC”. Per ulteriori informazioni sull'avvio di client anonimi PA-RISC, vedere “Configurazione di un server per l’avvio anonimo di client PA-RISC”. Per ulteriori informazioni su instl_bootd, vedere instl_bootd(1M).

Figura 6-3 Uso delle porte: avvio a freddo ed installazione del client

Uso delle porte: avvio a freddo ed installazione del client
  1. Il kernel, il filesystem ed i file necessari sono scaricati dal server nel client, quindi è avviato il client.

  2. Nel server è aggiornato il file install.log, nella directory /var/opt/ignite/clients/nome_client. È scaricato un archivio tar compresso dei comandi per configurare i volumi dei dischi ed i filesystem (INSTCMDS per i sistemi PA-RISC e INSTCMDSIA per i sistemi su base Itanium). Nella console del client è eseguita l'interfaccia utente terminale. L'utente seleziona la configurazione di installazione con l'interfaccia utente terminale, quindi sceglie Go!. È scaricato un archivio tar compresso dei comandi necessari a completare l'installazione (SYSCMDS per i sistemi PA-RISC e SYSCMDSIA per i sistemi su base Itanium). Non sono qui trattate le porte usate da NFS per eseguire le chiamate di procedura remota (RPC).

  3. Se l'installazione è da un'immagine, questa è scaricata. Non sono qui trattate le porte usate da NFS per eseguire le chiamate di procedura remota.

  4. Se la configurazione dell'installazione necessita di software da installare dai depot nel server, da swinstall è inviata una richiesta al daemon di Software Distributor (SD), swagentd, nella porta 2121. Nel server, è quindi avviato l'agente di SD, swagent, che riceve per il download una porta di comunicazione assegnata dinamicamente. Questa porta di comunicazione è quindi segnalata al client nella porta 2121. Il client avvia quindi un nuovo processo swagent, che comunica con il server nella porta così acquisita, P, dove avviene il download del depot. Per ulteriori informazioni su SD, vedere Manuale di amministrazione di Software Distributor, disponibile all'indirizzo http://www.docs.hp.com.

    NOTA: Anche se qui è descritto swinstall, l'installazione può utilizzare swinstall, rexec (porta 514), NFS (porte 49152–65535), ftp data (porta 20) e ftp (porta 21).

Figura 6-4 Uso delle porte: reinstallazione di un sistema in esecuzione

Uso delle porte: reinstallazione di un sistema in esecuzione
  1. Il server esegue il ping al client con una richiesta echo ICMP tipo 8. Il server risponde al ping con una risposta echo ICMP tipo 0. I file necessari per bootsys sono trasferiti dal server al client. Per impostazione predefinita, questi file sono trasferiti con remsh, oppure con ssh se è utilizzata l'opzione bootsys -S.

  2. Il kernel, il filesystem ed i file necessari sono scaricati dal server nel client, quindi è avviato il client. Per impostazione predefinita, questi file sono trasferiti con rcp, oppure con scp se è utilizzata l'opzione bootsys -S.

NOTA:

Il client è in grado di specificare l'uso di porte privilegiate (1–1023) o no con la direttiva ssh_config. Il valore predefinito è di usare porte non privilegiate. Se si desidera configurare ssh perchè usi le porte privilegiate, è necessario rendere il client un programma suid.

Figura 6-5 Uso delle porte: make_net_recovery iniziato dal client

Uso delle porte: make_net_recovery iniziato dal client
  1. Il server esegue il ping al client con una richiesta echo ICMP tipo 8. Il server risponde al ping con una risposta echo ICMP tipo 0. Se è stato abilitato tftp, il controllo della versione è eseguito con il file /opt/ignite/Version.

  2. Se tftp non è stato abilitato, il controllo della versione è eseguito con swlist, usando la sequenza di depot di swinstall descritta nella Figura 6-3.

  3. Se la versione di Ignite nel client è inferiore a quella del server, nel client sarà trasferito un depot di comandi di ripristino, usando la sequenza di depot di swinstall descritta nella Figura 6-3.

    NOTA: Anche se qui è descritto swinstall, l'installazione può utilizzare swinstall, rexec (porta 514), NFS (porte 49152–65535), ftp data (porta 20) e ftp (porta 21).

Figura 6-6 Uso delle porte: make_net_recovery iniziato dal server

Uso delle porte: make_net_recovery iniziato dal server
  1. Il server esegue remotamente make_net_recovery dal client. Per impostazione predefinita, il comando è eseguito tramite remsh, oppure da ssh se il client è stato aggiunto al server per il ripristino con l'opzione ssh.

    NOTA:

    Il client è in grado di specificare l'uso di porte privilegiate (1–1023) o no con la direttiva ssh_config. Il valore predefinito è di usare porte non privilegiate. Se si desidera configurare ssh perchè usi le porte privilegiate, è necessario rendere il client un programma suid.

Figura 6-7 Uso delle porte: make_sys_image iniziato dal client

Uso delle porte: make_sys_image iniziato dal client
  1. L'archivio golden è salvato nel server di destinazione tramite remsh o NFS. make_sys_image non richiede la rete nel caso l'archivio sia stato salvato localmente nel client.

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