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Manuale di amministrazione di Ignite-UX: per HP-UX 11i > Capitolo 10 Personalizzazione dell'installazione

Uso dei file di configurazione

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Ignite-UX è guidato dai file di configurazione, che definiscono le modalità d’installazione e configurazione dei client. È possibile pensare ad un file di configurazione come ad un gruppo di istruzioni. Quando si installa il prodotto, Ignite-UX offre un gruppo di file di configurazione predefiniti. Questi file di configurazione predefiniti saranno utilizzati finché l’utente non li modificherà, o personalizzerà, per l’uso nel proprio ambiente. Creando delle configurazioni personalizzate, sarà possibile:

  • Risparmiare tempo durante l’installazione

  • Garantire configurazioni standard per client simili

  • Creare configurazioni specifiche per versioni di sistemi operativi o architetture hardware

  • Automatizzare tutti i tipi di operazioni che richiederebbero altrimenti l’intervento manuale

Il file di configurazione è definito in forma comprensibile all’utente, descritta dettagliatamente in instl_adm(4). Il linguaggio dei file di configurazione è simile ad altri linguaggi di programmazione, poiché supporta l’uso di variabili e di espressioni condizionali. È possibile creare direttamente file di configurazione, oppure usando l’interfaccia utente Ignite-UX.

Nei file di configurazione sono descritti la maggior parte degli elementi importanti che costituiscono un sistema installato:

  • Identità del client, presenza della configurazione di rete e modifiche al kernel (driver aggiuntivi o impostazioni dei parametri sintonizzabili)

  • Struttura del disco e del filesystem

  • Software da installare

  • Script definiti dall'utente da eseguire in vari momenti della procedura di installazione per personalizzare ulteriormente il client

Classi dei file di configurazione

I file di configurazione usati da Ignite-UX durante la procedura di installazione raggruppano logicamente in classi le informazioni simili secondo sistema operativo e funzionalità. La Figura 10-1 mostra le classi dei file di configurazione e la loro posizione.

Figura 10-1 Uso e posizione dei file di configurazione

Uso e posizione dei file di configurazione

Ignite-UX elabora i file config nell’ordine mostrato oltre. La seguente descrizione di ogni classe illustra come i vari parametri d’installazione possono essere progressivamente sostituiti:

  1. Parametri di controllo dell’installazione – È possibile definire il comportamento della procedura d’installazione utilizzando i parametri memorizzati nel segmento del filesystem di installazione riservato ai parametri di configurazione (i primi 8 KB). Questa ubicazione del file di configurazione è particolare, perché è disponibile per Ignite-UX nelle primissime fasi della procedura d’avvio. Alcuni parametri che controllano l’installazione devono essere specificati qui. È possibile definire i valori predefiniti dei parametri, come:

    • L’indirizzo IP del server Ignite-UX

    • Se arrestare il client al termine dell’installazione

    • Se eseguire l’installazione dei nuovi client dall’interfaccia utente grafica del server di Ignite-UX

    La Tabella 10-1 elenca i kernel ed i filesystem d’installazione e l’architettura hardware supportata.

    Tabella 10-1 Kernel d’installazione e nomi filesystem secondo l’architettura hardware

    Architettura hardwareNome kernelNome filesystem
    PA-RISC a 32 bitINSTALLINSTALLFS
    PA-RISC a 64 bitWINSTALLWINSTALLFS
    Su base ItaniumIINSTALLIINSTALLFS
    Classe VVINSTALLVINSTALLFS

     

    Questi kernel e filesystem di installazione si trovano nella directory /opt/ignite/boot/Rel_id_release. I kernel di installazione normalmente sono un collegamento fisico, in modo che i file INSTALLFS, WINSTALLFS, IINSTALLFS e VINSTALLFS siano la stessa cosa. Ignite-UX utilizza il filesystem INSTALLFS per impostazione predefinita, tranne quando è stata specificata un’alternativa usando l’opzione -F del comando instl_adm. Per ulteriori informazioni, consultare instl_adm(1M).

    I parametri di controllo, come run_ui, control_from_server e disable_dhcp, possono essere specificati solamente nell'area di configurazione del filesystem d’installazione, e, quando questa è disponibile, sarà fatto accesso ad essi all’inizio della procedura d’installazione. I parametri di controllo dell’avvio sono descritti in dettaglio nella sezione Control Parameters di instl_adm(4).

    Per aggiungere, modificare o eliminare questi controlli di avvio e definizioni di rete, è necessario utilizzare instl_adm(1M).

    NOTA: Prima di aggiornare ad una versione più recente di Ignite-UX, prendere in considerazione il conservare i parametri di configurazione correnti, che si trovano nei primi 8 KB del proprio filesystem di installazione, in modo da poterli riapplicare dopo aver aggiornato il server Ignite-UX.

    Estrarre in un file i parametri correnti, con il comando seguente:

    instl_adm -d -F [W|V|I]INSTALLFS > first8k_param_file

    Modificare first8K_param_file per definire i propri parametri di controllo. Controllare la sintassi con il comando seguente:

    instl_adm -T -f first8k_param_file

    Se si desidera riapplicare questi parametri di controllo a tutti i filesystem di installazione con Ignite-UX, usare il comando seguente:

    instl_adm -f first8k_param_file

    Se si desidera applicare questi parametri di controllo ad un solo specifico filesystem d’installazione, usare l’opzione -F. Per ulteriori informazioni, vedere instl_adm(1M).

  2. Struttura predefinita di dischi e filesystem – Le funzionalità di ogni sistema operativo sono alquanto diverse, per questo motivo HP per ogni release fornisce un diverso insieme di valori predefiniti per la struttura di dischi e filesystem. Questi file di configurazione si trovano in:

    /opt/ignite/data/Rel_id_release/config

    Digitare uname -r nella riga dei comandi per stabilire il valore di id_release. Ad esempio, il file che contiene la struttura predefinita del disco per HP-UX 11.11 si trova in:

    /opt/ignite/data/Rel_B.11.11/config

    come rilevato dal comando uname -r.

  3. Descrizione del software di un singolo depot di SD – File di configurazione che descrivono il software disponibile nei depot di SD, che possono essere generati automaticamente da Ignite-UX con lo strumento make_config. Questo strumento produce un singolo file di configurazione per ogni depot di SD. I file di descrizione del software si trovano in:

    /var/opt/ignite/data/Rel_id_release/*

  4. Descrizione del software di un archivio – È possibile creare i file di configurazione per consentire l’accesso agli archivi (come punto di partenza, con Ignite-UX sono forniti dei modelli, situati in /opt/ignite/data/examples/). I file di descrizione del software degli archivi si trovano in: /var/opt/ignite/data/Rel_id_release/

  5. Variazioni locali della configurazione valide per tutti i client – Oltre alla configurazione necessaria del sistema operativo installata da un dato server Ignite-UX. Spesso conviene specificare i valori predefiniti da applicare ad ogni client. Ad esempio, si potrebbe voler specificare per tutti i sistemi il medesimo dominio NIS. Sarà quindi necessario inserire questo tipo di informazione in:

    /var/opt/ignite/config.local

    Questo file non sarà sovrascritto durante l’aggiornamento del sistema operativo.

  6. File di configurazione specifico per il client – Questo file contiene le direttive specifiche adatte per un dato sistema, per ignorare i valori predefiniti generici che possono essere stati definiti nei precedenti file di configurazione. Ad esempio, si potrebbe voler personalizzare la struttura del disco oltre a quella consentita dai valori predefiniti dalla release sistema operativo in:

    /opt/ignite/data/Rel_id_release/config

    Questa personalizzazione unica sarà visibile nella directory dedicata al client dall’indirizzo MAC, che è collegata a quella contenente il nome del client:

    /var/opt/ignite/clients/nome_client/config

    Questo file è creato quando si utilizza l’interfaccia utente di Ignite-UX per specificare la configurazione del client.

  7. Creazione e salvataggio delle scelte personalizzate di configurazione – È possibile creare le proprie configurazioni personalizzate con l’interfaccia utente di Ignite-UX, salvarle per riutilizzarle e selezionarle rapidamente al momento dell’installazione dei client. Ad esempio, si potrebbe avere un gran numero di utenti con sistemi simili che eseguono tutti dei programmi CAD (Computer Aided Design). È possibile realizzare una configurazione che definisca tutti i parametri necessari e salvarla in una configurazione di nome Sistema CAD. Quando si vorrà installare un nuovo sistema per un utente CAD, sarà sufficiente selezionare Sistema CAD nell’interfaccia utente (oppure personalizzarla ulteriormente usando Sistema CAD come modello). Le configurazioni salvate si trovano in: /var/opt/ignite/saved_cfgs/

NOTA: I file di configurazione sono spesso definiti file config per via dell’abbreviazione della parola configurazione nei nomi di file e directory. Ad esempio, il file di configurazione locale di un client è config.local.

È possibile creare i propri file di configurazione che specificano i vari parametri di installazione a cui si è interessati, quindi combinarli liberamente in altre varie configurazioni personalizzate con il file /var/opt/ignite/INDEX. Collocare questi file di configurazione personalizzati in una delle directory specifiche della release del sistema operativo HP-UX:

/var/opt/ignite/data/Rel_id_release/*

La sezione successiva descrive come combinare più file di configurazione (predefiniti o personalizzati) per definire una singola configurazione.

Unione di file di configurazione tramite le definizioni di INDEX

Il raggruppamento dei file di configurazione in configurazioni utili è ottenuta con /var/opt/ignite/INDEX. Questo file contiene un elenco di configurazioni in definizioni separate; ognuna comprendente uno o più file di configurazione che definiscono un’installazione. Ogni definizione di configurazione inizia con cfg ed il nome della configurazione.

È possibile visualizzare i nomi di queste configurazioni utilizzando il comando instl_adm. Quando si installa un nuovo client con interfaccia utente di Ignite-UX, sarà possibile visualizzare queste configurazioni facendo clic sul pulsante accanto a Configurations..., nella scheda Basic, come mostrato dalla Figura 10-2.

Figura 10-2 Finestra della scelta delle configurazioni

Finestra della scelta delle configurazioni

Un file /var/opt/ignite/INDEX tipico contiene definizioni simili al seguente estratto:

.
.
.
cfg "HP-UX B.11.23 Default" {
       description "Default B.11.23 release configuration."
        "/opt/ignite/data/Rel_B.11.11/config"
        "/opt/ignite/data/Rel_B.11.23/core_cfg"
        "/opt/ignite/data/Rel_B.11.23/hw_patches_cfg"
        "/var/opt/ignite/config.local"
} = TRUE
.
.
.
cfg "Sistema CAD-11.23" {
        description "Configurazione di un sistema CAD."
        "/opt/ignite/data/Rel_B.11.23/CAD_config"
        "/opt/ignite/data/Rel_B.11.23/CAD_core_cfg"
        "/opt/ignite/data/Rel_B.11.23/hw_patches_cfg"
        "/opt/ignite/data/Rel_B.11.23/CAD_sw_sels_cfg"
        "/var/opt/ignite/config.local"
}
.
.
.

Con questo file /var/opt/ignite/INDEX, l’interfaccia utente Ignite-UX presenterebbe due configurazioni: HP-UX B.11.23 Default e Sistema CAD-11.23. La configurazione HP-UX B.11.23 Default è quella predefinita perché la definizione cfg è impostata come TRUE. Dopo avere scelto la configurazione, sarà possibile personalizzarla ulteriormente con l’interfaccia utente, oppure accettare quella predefinita ed iniziare immediatamente l’installazione.

L'ordine dei file di configurazione all'interno di una definizione cfg è significativo; gli attributi specificati nei file di configurazione successivi possono avere la priorità su quelli specificati nei file precedenti. Ogni volta, saranno usati implicitamente due file di configurazione:

  • Tutte le informazioni archiviate nei primi 8 KB di /opt/ignite/boot/Rel_id_release/[W|V|I]INSTALLFS precedono implicitamente ogni elenco di configurazione e saranno le prime ad essere elaborate.

  • Il file di configurazione specifico del client /var/opt/ignite/clients/nome_client/config, se esiste, sarà aggiunto in modo implicito come ultimo file di ogni configurazione.

Come parte di Ignite-UX, è fornita una definizione cfg per ogni release. Altre definizioni cfg saranno aggiunte quando:

  • Si salva una configurazione dall’interfaccia utente grafica – GUI – con il pulsante Save As.

  • Si crea una configurazione modificando direttamente il file /var/opt/ignite/INDEX.

  • Si usa manage_index per automatizzare le modifiche al file /var/opt/ignite/INDEX.

    NOTA: Per semplificare il ripristino della configurazione dei client, sarà creato il file di configurazione CINDEX, simile al file INDEX di installazione. Per ulteriori informazioni, vedere il Capitolo 13: “Metodi di ripristino”, oppure manage_index(1M) e make_net_recovery(1M).

Inoltre, è possibile specificare come Ignite-UX deve gestire il software d'installazione con i seguenti tre costrutti:

  • La definizione sw_source specifica il depot di SD o il metodo di accesso al server che contiene i depot software.

  • La definizione sw_sel specifica il software contenuto nel depot SD oppure specifica il percorso del depot nel server o nel supporto. In genere c’è una definizione sw_sel per bundle o depot software.

  • La definizione sw_category è semplicemente un meccanismo per raggruppare le definizioni sw_sel.

Per degli esempi di utilizzo dei costrutti precedenti, vedere le definizioni contenute in Definizione di un depot d’installazione. Per ulteriori informazioni, vedere instl_adm(1M).

Assicurarsi di passare al seguente comando tutti i file di configurazione generati dall’utente, per controllare eventuali errori sintassi:

instl_adm -T -f file_cfg

Esempi di file di configurazione

Questa sezione mostra alcuni esempi di file di configurazione per dare un’idea del loro aspetto e caratteristiche. Per la descrizione completa dei file di configurazione di Ignite-UX, consultare instl_adm(4).

Per ulteriori esempi di file di configurazione, consultare il documento Ignite-UX Custom Configuration Files, disponibile presso la pagina "Information Library" del sito Web del prodotto Ignite-UX:

http://www.docs.hp.com/en/IUX/infolib.html

Definizione dei dischi

Questo esempio mostra come è possibile definire un disco. In questo caso, il disco si trova all’indirizzo hardware 2/0/1.6.0 e non utilizza Logical Volume Manager (LVM) o Veritas Volume Manager di Symantec (VxVM). Il disco contiene il filesystem di root (/) e l’area di scambio. L’area di scambio occupa fino a 512 MB ed il filesystem di root il rimanente:

partitioned_disk
{
    physical_volume disk[2/0/1.6.0]
    fs_partition {
        usage = HFS
        size = remaining
        mount_point = "/"
    }
    swap_partition {
        usage = SWAP
        mount_point = "primary"
        size = 512
    }
}

Unione di dischi per formare un singolo gruppo di volumi

È possibile unire due dischi per formare un singolo gruppo di volumi. Sono definiti due filesystem; saranno ripartiti in entrambi i dischi. L’esempio seguente illustra questo concetto:

volume_group "appsvol" {
    usage=LVM
    physical_volume disk[2/0/1.5.0] {
    }    
    physical_volume disk[2/0/1.4.0] {
    }
    logical_volume "apps1" {
        mount_point = "/apps1"
        usage = VxFS
        size=30% free
        minfree = 5
        stripes = 2
    }
    logical_volume "apps2" {
        mount_point = "/apps2"
        usage = VxFS
        size = remaining
        minfree = 5
        stripes = 2
    }
}

L’esempio precedente utilizza LVM come gestore di volumi. Tuttavia, sarà anche applicabile a VxVM modificando usage=LVM in usage=VxVM

Il primo filesystem, /apps1, è dimensionato calcolando lo spazio necessario per il software da installare, ed aggiungendo quindi un 30% di spazio libero. Il secondo filesystem, /apps2, occupa lo spazio rimanente nel disco.

NOTA: Quando si installa l’immagine di ripristino, in essa è possibile modificare le dimensioni dei volumi del filesystem. Per impostazione predefinita, Ignite-UX garantisce che in ogni volume ci sia il 10% di spazio libero, modificando di conseguenza la dimensione del volume del filesystem. Se non si desidera che Ignite-UX modifichi automaticamente le dimensioni del volume del filesystem, aggiungere init _hp_ignore_sw_impact=1 al file /var/opt/ignite/recovery/latest/system_cfg, oppure a quello /var/opt/ignite/clients/nome_client/recovery/latest/system_cfg.

Definizione dei parametri di rete

Le righe dell’esempio seguente definiscono alcuni dei parametri di rete assegnati al sistema dopo l’installazione:

final system_name = "acorn1"
final ip_addr["lan0"] = "10.99.45.123"
final netmask["lan0"] = "255.255.255.0"
final nis_domain = "nis1"
final route_gateway[0] = "10.99.45.1"

Definizione di un depot d’installazione

L’esempio seguente definisce un singolo depot di SD dal quale sarà possibile installare il software. Nel depot di SD sono definiti due diversi software. Ognuno potrà essere selezionato indipendentemente per l’installazione. Le righe impacts indicano ad Ignite-UX lo spazio necessario a questo software in una data directory. Questa informazione è utilizzata per dimensionare correttamente il filesystem. Il costrutto sw_category consente di raggruppare il software in modo che l’interfaccia utente sia in grado di presentarlo in gruppi che abbiano senso per l’utente. Dato che questo esempio fa riferimento ad un depot di SD, potrebbe essere stato creato con make_config:

sw_source "ee_apps_depot" {   
   description = "Electrical Engineering Application Depot"
   source_format = SD
   source_type = "NET"
   sd_server = "10.23.45.6"
   sd_depot_dir = "/var/opt/ignite/depots/Rel_B.11.11/ee_apps"
}
sw_category "Applications" {
   description = "User Applications"
}
sw_sel "EE CAD Package" {
   sw_source = "ee_apps_depot"
   sw_category = "Applications"
   sd_software_list = "EECad,r=1.2,a=HP-UX_B.11.11"
   impacts = "/var" 90524Kb
   impacts = "/sbin" 1248Kb
}
sw_sel "EE Routing Package" {
   sw_source = "ee_apps_depot"
   sw_category = "Applications"
   sd_software_list = "EERoute,r=2.4,a=HP-UX_B.11.11"
   impacts = "/usr" 12568Kb
   impacts = "/var" 26788Kb
}

Personalizzazioni in base all’hardware del client

La sintassi del file di configurazione offre un gran numero di parole chiave per gli attributi di sistema per la descrizione del client. Alcuni esempi sono:

disk[percorso_hw].size

dimensione del disco nel percorso_hw specificato

memory

quantità di memoria presente nel client

hardware_model

stringa restituita da uname -m

, lla

Indirizzo MAC del client

Usando le espressioni logiche offerte da instl_adm(4), è possibile utilizzare le parole chiave degli attributi di sistema per formulare espressioni nei file di configurazione, in modo che una data definizione sia adottata in alcune situazioni specifiche del client. Il formato basilare di queste definizioni è:

(x){y}

che si può tradurre approssimativamente in: “se l’espressione x è vera, allora esegui y”.

Ad esempio, questa definizione imposta la dimensione di due parametri sintonizzabili del kernel se il client ha più di 4096 MB di memoria:

(memory > 4096MB) {
    mod_kernel += "nproc (20+100*MAXUSERS)"
mod_kernel += "maxuprc 1000"
}

Come altro esempio, nel caso si desideri eseguire uno script per compiere alcune personalizzazione di carattere grafico, ma solamente se il client dispone dell’hardware corretto, usare:

(graphics[0].planes > 0) {
    post_config_script += 
        "/var/opt/ignite/scripts/multi_plane_graphics"
}

È inoltre possibile specificare condizioni multiple. L’esempio seguente installa una data parte di un software applicativo definito in precedenza se il client è un server o una workstation supportata, PA-RISC o su base Itanium, con almeno due dischi. Un messaggio avvisa di ciò che sta accadendo:

( (HARDWARE_MODEL ~ "9000/7.*" | MODEL ~ "ia64 .* workstation .*") & (num_disks >= 2) ) { 
    note += "Installed application software contained in apps1."
    init sw_sel "apps1" = TRUE

È necessario usare sia HARDWARE_MODEL sia MODEL per via del differente funzionamento dei comandi uname e model nei sistemi su base Itanium. Ad esempio, in un client su base Itanium, per reperire questa informazione è possibile utilizzare i seguenti comandi:

uname -m

# ia64

model

# ia64 hp workstation zx2000

La risposta del comando uname è troncata, non è possibile perciò stabilire se il client è un server o una workstation, mentre in un client PA-RISC, il medesimo comando restituisce:

uname -m

# 9000/785

model

# 9000/785/J6000

Inoltre, è possibile aggiungere la definizione else, in modo da poter eseguire automaticamente una scelta. L’esempio seguente utilizza una variabile generica ed espressioni matematiche per impostare la dimensione primaria dello scambio, in base alla quantità di memoria del client:

(memory > 512Mb) {
    init _hp_pri_swap = 512Mb 
} 
else {
    init _hp_pri_swap = memory * 2 
}

Gli esempi precedenti rappresentano alcuni dei numerosi modi di utilizzo delle parole chiave degli attributi di sistema nella configurazione dei client e non devono essere considerati un elenco esaustivo.

Personalizzazioni in base alla selezione utente

Uno dei modi per sfruttare Ignite-UX a proprio vantaggio è di creare una configurazione personalizzata indipendente dalla configurazione hardware del client, che può essere selezionata ripetutamente per l’utilizzo. Ad esempio, si potrebbe avere dei client che si prevede di utilizzare come server di file NFS e si vorrebbe installare rapidamente questi client, selezionando nell’interfaccia utente la medesima configurazione.

Si supponga che alcuni server i file NFS siano più efficienti modificando due parametri del kernel. I server di file NFS richiedono inoltre alcune modifiche al file /etc/rc.config.d/nfsconf, utilizzando il comando ch_rc.

Una alternativa all’esecuzione manuale di queste modifiche è specificare una selezione software personalizzata in /var/opt/ignite/config.local con una definizione sw_sel, che, quando si configurerà la nuova installazione del client, nella scheda Software diventerà quindi una selezione. Ad esempio, la seguente definizione configurerebbe automaticamente i server di file NFS:

sw_source "special configs" {
    source_format = cmd 
}    
sw_sel "NFS Server" {
    sw_category = "Machine Uses"
    sw_source = "special configs"
    mod_kernel += "dbc_min_pct 35" 
    mod_kernel += "dbc_max_pct 65" 
post_config_cmd += "
        /usr/sbin/ch_rc -a -p NFS_SERVER=1
        /usr/sbin/ch_rc -a -p NFS_CLIENT=1 
        /usr/sbin/ch_rc -a -p NUM_NFSD=8" 
}

La Figura 10-3 mostra la scheda Software dove è utilizzata la configurazione del server NFS. Come mostrato, la categoria selezionata è Machine Uses, così com'è stata definita nel file di configurazione dell'esempio precedente, con la definizione sw_category. Questa selezione provocherà durante l’installazione l’applicazione delle modifiche al kernel e del comando ch_rc, oltre alle altre categorie software selezionate.

Figura 10-3 Scheda Software

Scheda Software

L’uso delle schede per la configurazione dell’installazione del client è spiegato nel Capitolo 8: “Avvio ed installazione di HP-UX nei client usando il server”.

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