Salta l'introduzione Italia - Italiano
HP.com Italia Prodotti e Servizi Supporto e Drivers Soluzioni Come Acquistare
» Contatta HP
Altre opzioni
HP.com Italia
Guida all'amministrazione di sistemi HP-UX: Gestione dei volumi logici: HP-UX 11i versione 3 > Capitolo 2 Configurazione di LVM

Configurazione di diversi tipi di volumi logici

» 

Documentazione tecnica

Libro completo in PDF
» Feedback
Inizio contenuto

 » Sommario

 » Glossario

 » Indice

Questa sezione contiene le informazioni per configurare dei tipi particolari di volume logico.

Configurazione di volumi logici per l'archiviazione di dati non elaborati

È possibile ottimizzare le prestazioni di I/O pianificando i volumi logici in modo specifico per l'archiviazione di dati non elaborati. Per creare un volume logico di dati non elaborati – come un database – sarà necessario valutare quale dovrà essere la dimensione del volume logico da creare e come distribuirlo nei dischi.

Di solito, la dimensione di un volume logico è definita in megabyte. La dimensione di un volume logico, tuttavia, deve essere un multiplo della dimensione delle estensioni usate nel gruppo di volumi. Ad esempio, se la partizione del database richiede 2002 MB e la dimensione dell'estensione logica è di 4 MB, LVM creerà un volume logico di 2004 MB (o 501 estensioni logiche).

Se si prevede di usare intensamente i volumi logici per l'archiviazione di dati non elaborati – come per la configurazione di partizioni di database – valutare come distribuirli nei dischi.

Per impostazione predefinita, LVM assegnerà lo spazio su disco di un volume logico da un volume fisico, userà per intero lo spazio di questo disco ed assegnerà nella stessa maniera lo spazio da ogni disco successivo. LVM utilizza i i volumi fisici nell'ordine in cui sono elencati in /etc/lvmtab e /etc/lvmtab_p, il che significa che i dati di un volume logico potrebbero non essere uniformemente distribuiti tra tutti i volumi fisici del gruppo di volumi.

Di conseguenza, quando si verifica un accesso di I/O ai volumi logici, uno o più dischi del gruppo di volumi potrebbero essere usati intensamente, mentre altri potrebbero essere usati molto meno, o anche non esserlo affatto. Questa soluzione non offre prestazioni di I/O ottimali.

Come migliore alternativa, è possibile configurare in maniera interleave il volume logico in dischi specifici, bilanciando così l’accesso di I/O ed ottimizzando le prestazioni (vedere “Ingrandimento di un volume logico”).

Poiché non esistono comandi di HP-UX in grado di rilevare che il contenuto di un volume logico è utilizzato per dati non elaborati, dare nomi facilmente riconoscibili ai volumi logici creati per dati non elaborati. In questo modo, sarà possibile riconoscere il contenuto di un tale volume logico.

Configurazione di volumi logici per un filesystem

I filesystem si trovano in un volume logico esattamente come in partizioni di dischi o in dischi non partizionati. In un volume logico è possibile utilizzare due tipi di filesystem: Hierarchical File Systems (HFS) e Journaled File Systems (JFS) (VxFS).

Scelta della dimensione iniziale di volumi logici con filesystem

Quando si stabilisce lo spazio necessario per il filesystem, valutare i tre componenti più importanti mostrati dalla Figura 2-1.

Figura 2-1 Componenti dello spazio del filesystem

Componenti dello spazio del filesystem

Per stimare la dimensione da assegnare ad un volume logico che conterrà il filesystem, eseguire queste operazioni:

  1. Stimare quanto spazio su disco sarà necessario in futuro per i dati degli utenti. consentire delle modifiche prevedibili, di solito nel senso di una crescita aggiuntiva. (Usare il comando du per vedere quanto spazio su disco sia al momento in uso).

  2. Aggiungere 10% all’ammontare precedente per un’area “minfree”; quest’area è riservata per mantenere le prestazioni.

  3. Aggiungere un ulteriore 5% per l'overhead del filesystem; comprende tutte le strutture dati necessarie per eseguire la manutenzione del filesystem.

  4. Per trovare la dimensione in estensioni logiche, arrotondare al primo multiplo intero della dimensione dell'estensione logica usata in questo volume logico. (Questa operazione è eseguita automaticamente al momento della creazione del volume logico.)

Ad esempio, supponendo che un gruppo di utenti richieda uno spazio di 60 MB per i dati del filesystem; la seguente stima tiene conto di una prevedibile crescita. Aggiungere 6 MB per lo spazio minfree. Quindi aggiungere ulteriori 3 MB per l’overhead del filesystem, per una stima totale di 69 MB necessari al filesystem ed al volume logico che lo contiene. Se il volume logico da creare è in un gruppo di volumi con una dimensione dell’estensione di 4 MB, arrotondare 69 a 72, per renderlo divisibile per 4 MB.

Anche se le stime non sono precise, sono sufficienti a pianificare la dimensione del filesystem. Creare il filesystem sufficientemente grande per un periodo di tempo utile, prima di doverne aumentare la dimensione.

SUGGERIMENTO: Dato che l’aumento della dimensione di un filesystem è di solito più semplice della sua riduzione, nella creazione di un filesystem eseguire una stima conservativa della dimensione.

Un'eccezione è il filesystem di root. Analogamente ai volumi logici contigui, il filesystem di root è difficile da estendere.

Ridimensionamento dei volumi logici con filesystem

Se lo spazio originariamente assegnato al filesystem per gli utenti dovesse diventare insufficiente, è possibile possibile aumentarne la dimensione estendendo prima il volume logico in cui si trova con il comando vgextend, quindi utilizzando extendfs per estendere il filesystem.

Diminuire la dimensione del filesystem può essere problematico. Secondo il tipo di filesystem, potrebbe non essere possibile diminuirne la dimensione. È tuttavia possibile creare un nuovo filesystem più piccolo che prenda il suo posto.

Per informazioni sul ridimensionamento dei volumi logici con filesystem, vedere “Gestione dei volumi logici con filesystem”.

Linee guida per i volumi logici con filesystem

Per la configurazione dei volumi logici con filesystem, servirsi delle seguenti linee guida:

  • Se si crea un filesystem che utilizza più dischi LVM, per ottenere migliori prestazioni assicurarsi che il volume logico in cui si trova il filesystem usi dischi dello stesso tipo.

  • Per impostazione predefinita, LVM crea i volumi logici nei dischi disponibili, non necessariamente tenendo conto dell'ottimizzazione delle prestazioni. Un filesystem può occupare due dischi con caratteristiche diverse; in questo caso le prestazioni del filesystem potrebbero risultare pregiudicate.

    È possibile controllare quali volumi fisici contengono le estensioni fisiche di un volume logico eseguendo queste operazioni:

    1. Creare un volume logico senza specificarne la dimensione, usando lvcreate o HP SMH. Quando non si specifica la dimensione, per impostazione predefinita al volume logico non sarà allocata alcuna estensione fisica.

    2. Estendere il volume logico – cioè allocare spazio – con gli specifici volumi fisici che si desidera contengano il filesystem, usando il comando lvextend.

  • Il volume logico di root o di avvio è limitato a 2 GB o 4 GB, secondo il tipo di processore.

Configurazione di volumi logici per lo scambio

NOTA: I gruppi di volumi versione 2.0 non supportano volumi logici di scambio.

Questa sezione spiega quali elementi valutare utilizzando i volumi logici come dispositivi di scambio. Per informazioni sulla gestione dello spazio di scambio del sistema, tra cui come accertare il tipo e la quantità di spazio di scambio necessario al sistema, vedere Guida all'amministrazione di sistemi HP-UX: Gestione della configurazione.

Quando sono configurati per lo scambio, i volumi logici sono trattati come spazio di scambio del dispositivo. Lo spazio di scambio del dispositivo occupa un volume logico o una partizione, normalmente riservata espressamente a questo scopo. È possibile configurare questo spazio anche come area di dumping; vedere “Linee guida per i volumi logici di dumping”.

Linee guida per i volumi logici di scambio

Per la configurazione dei volumi logici di scambio, servirsi delle seguenti linee guida:

  • Per ottenere prestazioni migliori, eseguire l’interfoliazione delle aree di scambio nel dispositivo.

    Due aree di scambio in dischi differenti avranno prestazioni migliori rispetto ad un’unica area con spazio equivalente. Questa configurazione consente lo scambio con interleaving, il che significa che nelle aree di scambio la scrittura avviene contemporaneamente, migliorando così le prestazioni.

    Quando si usa LVM, configurare con lvextend le aree di scambio secondario all’interno dei volumi logici che si trovano in dischi differenti.

    Se si ha solo un disco ed occorre aumentare lo spazio di scambio, tentare spostando l’area di scambio primaria in una zona più ampia.

  • Le aree di scambio del dispositivo di dimensione simile sono quelle che funzionano meglio.

    Per ottenere le migliori prestazioni, le aree di scambio del dispositivo devono avere dimensione simile. Altrimenti, esaurito tutto lo spazio dell'area di scambio del dispositivo più piccola, rimarrà disponibile solo quella più estesa, rendendo non più possibile l'interleaving.

  • Per impostazione predefinita, lo scambio primario si trova nello stesso disco del filesystem di root. Per impostazione predefinita, il file di configurazione del kernel del sistema, /stand/system, contiene le informazioni di configurazione dello scambio primario.

  • Se si utilizzano dei volumi logici come scambio secondario, per ottenere prestazioni migliori allocare lo spazio secondario in modo che si trovi in un disco diverso dal quello di root.

Configurazione di volumi logici per il dumping

NOTA: I gruppi di volumi versione 2.0 non supportano volumi logici di dumping.

Questa sezione spiega quali elementi valutare utilizzando i volumi logici come dispositivi di dumping. L’area di dumping è lo spazio su disco usato per scrivere l'immagine della memoria fisica dopo un arresto anomalo del sistema. L’analisi di una copia della memoria potrebbe essere utile nella risoluzione dei problemi e nel ripristino del funzionamento del sistema.

Per impostazione predefinita, se non ne è stata specificata una, il dispositivo di scambio primario serve anche da area di dumping. Anche se non è necessario mantenere lo scambio primario come area di dumping, facendolo si risparmierà spazio su disco. È possibile configurare nel sistema un dispositivo di dumping diverso, o più d'uno. Per fare ciò, sarà necessario creare un volume logico come dispositivo di dumping. È anche possibile utilizzare questo dispositivo per lo scambio.

Per informazioni su come aggiungere, rimuovere o modificare i dispositivi di dumping, oltre che su come configurare gli algoritmi del dumping, consultare Guida all'amministrazione di sistemi HP-UX: Gestione della configurazione.

Linee guida per i volumi logici di dumping

Per la configurazione dei volumi logici di dumping, servirsi delle seguenti linee guida:

  • Per il dumping, HP consiglia l’uso di volumi logici, invece delle partizioni di disco.

  • Un volume logico di dumping può esistere solo all'interno del gruppo di volumi di root, quello cioè che contiene il volume logico di root.

  • È possibile usare qualsiasi volume logico di scambio secondario come area di dumping, a condizione che l'area di scambio sia nel gruppo di volumi di root.

Versione stampabile
Informativa sulla privacy Usando questo sito si accettano le sue condizioni
© 2008 Hewlett-Packard Development Company, L.P.