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Guida all'amministrazione di sistemi HP-UX: Gestione dei volumi logici: HP-UX 11i versione 3 > Capitolo 3 Gestione di LVM

Operazioni comuni di LVM

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Questa sezione tratta i seguenti argomenti:

Inizializzazione di un disco per l'uso con LVM

ATTENZIONE: L'inizializzazione di un disco con pvcreate causerà la perdita dei dati al momento presenti nel volume fisico.
NOTA: Se il disco è già collegato al sistema, saltare le prime quattro operazioni di questa procedura.

Per inizializzare un disco per utilizzarlo come volume fisico, eseguire le seguenti operazioni:

  1. Arrestare il sistema e spegnere l'alimentazione.

  2. Collegare il disco al sistema ed all'alimentazione. Per informazioni ed istruzioni dettagliate su come aggiungere un particolare tipo di disco, consultare la relativa documentazione.

  3. Alimentare il disco.

  4. Avviare il sistema.

  5. Scoprire il file di dispositivo associato al disco. Per visualizzare i dischi collegati al sistema ed il nome dei loro file di dispositivo, utilizzare il comando ioscan con le opzioni -f, -N e -n. Ad esempio:

    # ioscan -f -n -N -C disk

    Per ulteriori informazioni, vedere ioscan(1M).

  6. Inizializzare il disco come volume fisico usando il comando pvcreate. Ad esempio:

    # pvcreate /dev/rdisk/disk3

    Per il disco, utilizzare il file di dispositivo a caratteri.

    Se il disco è inizializzato per l'uso come dispositivo di avvio, utilizzare l'opzione -B con pvcreate per riservare un'area del disco per il volume LIF e le utility di avvio. Se si sta creando un disco di avvio in un server HP Integrity, assicurarsi che il file di dispositivo specifichi il numero della partizione HP-UX (2). Ad esempio:

    # pvcreate -B /dev/rdisk/disk3_p2
    NOTA: I gruppi di volumi versione 2.0 non supportano i volumi fisici avviabili. Non usare l'opzione -B se il disco sarà utilizzato con un gruppo di volumi versione 2.0.

Dopo essere stato inizializzato, il disco sarà chiamato volume fisico.

Creazione di un gruppo di volumi

Per creare un gruppo di volumi, utilizzare il comando vgcreate. Le opzioni variano secondo la versione del gruppo di volumi da creare, 1.0 o 2.0.

Creazione del file di dispositivo del gruppo di volumi

A partire dalla release di marzo 2008 di HP-UX 11i versione 3, per gestire il gruppo di volumi il comando vgcreate crea automaticamente il file di dispositivo /dev/nome_gdv/group, indipendentemente dalla sua versione. Se si utilizza una release di HP-UX anteriore a marzo 2008, oppure se si desidera specificare il numero minore del file group, è necessario creare /dev/nome_gdv/group prima di eseguire il comando vgcreate.

Se il file group non esiste e vgcreate non è in grado di crearlo, vgcreate visualizzerà il seguente messaggio:

vgcreate: "/dev/nome_gdv/group": non è un dispositivo a caratteri.

Per creare il file di dispositivo del gruppo di volumi, eseguire queste operazioni:

  1. Creare una directory per il gruppo di volumi. Ad esempio:

    # mkdir /dev/nome_gdv

    Per convenzione, nome_gdv è vgnn, dove nn è un numero unico tra tutti i gruppi di volumi. Tuttavia, è possibile scegliere qualsiasi nome unico si desideri, fino a 255 caratteri.

  2. Con il comando mknod, creare nella directory del gruppo di volumi il file di dispositivo group. Ad esempio:

    # mknod /dev/nome_gdv/group c numero_maggiore 0xnumero_minore

    L'opzione c dopo il nome del file di dispositivo specifica che group è un file di dispositivo a caratteri.

    numero_maggiore è il numero maggiore del file di dispositivo group. Per un gruppo di volumi versione 1.0, è 64. Per uno di versione 2.0, è 128.

    numero_minore è il numero minore del file di dispositivo group, in esadecimale. Per un gruppo di volumi versione 1.0, numero_minore ha la forma 0xnn0000, dove nn è un numero unico per tutti i gruppi di volumi versione 1.0. Per un gruppo di volumi versione 2.0, numero_minore ha la forma 0xnnn000, dove nnn è un numero unico per tutti i gruppi di volumi versione 2.0.

    Per ulteriori informazioni su mknod, vedere mknod(1M); per ulteriori informazioni sui numeri maggiore e minore, vedere “Formato del numero di dispositivo”.

Creazione di un gruppo di volumi versione 1.0

Per creare un gruppo di volumi versione 1.0, usare il comando vgcreate, specificando ogni volume fisico da aggiungere. Ad esempio:

# vgcreate /dev/nome_gdv /dev/disk/disk3

Per aggiungere ogni disco al gruppo di volumi, usare il file di dispositivo a blocchi. È possibile assegnare tutti i volumi fisici al gruppo di volumi con un solo comando, oppure creare il gruppo di volumi con un solo volume fisico. Nessun volume fisico può già far parte di un gruppo di volumi esistente.

È possibile impostare gli attributi del gruppo di volumi utilizzando il comando seguente:

-V 1.0

Gruppi di volumi versione 1.0 (predefinito)

-s dimensione_ef

Dimensione dell'estensione fisica in MB (valore predefinito: 4)

-e massimo_ef

Numero massimo di estensioni fisiche per volume fisico (valore predefinito: 1016)

-l massimo_vl

Numero massimo di volumi logici (valore predefinito: 255)

-p massimo_vf

Numero massimo di volumi fisici (valore predefinito: 255)

La dimensione del volume fisico è limitata da dimensione_ef moltiplicato per massimo_ef. Se si prevede di assegnare a questo gruppo di volumi un disco più grande di circa 4 GB (1016 * 4 MB), usare per dimensione_ef o per massimo_ef un valore maggiore.

La dimensione dei metadati di LVM in ciascun disco dipende da massimo_vl, massimo_vf e da massimo_ef. Nel caso che le opzioni di vgcreate creino metadati in misura superiore allo spazio disponibile, vgcreate non creerà il gruppo di volumi. Sarà quindi necessario scegliere degli altri valori per massimo_vl, massimo_vf e massimo_ef. Ad esempio, se si prevede di usare dischi più grandi di 100 GB, valutare la riduzione del valore di massimo_vf.

Creazione di un gruppo di volumi versione 2.0

Per i gruppi di volumi versione 2.0, il comando vgcreate non richiede dei valori massimi per il numero di volumi fisici (-p), per quello di volumi logici (-l), o di estensioni per volume fisico (-e). È necessario specificare solamente la dimensione delle estensioni (-s) e la dimensione massima raggiungibile dal gruppo di volumi (-S). Ad esempio:

# vgcreate -V 2.0 -s dimensione_ef -S dimensione_gdv /dev/nome_gdv /dev/disk/disk3

Per aggiungere ogni disco al gruppo di volumi, usare il file di dispositivo a blocchi. È possibile assegnare tutti i volumi fisici al gruppo di volumi con un solo comando, oppure creare il gruppo di volumi con un solo volume fisico. Nessun volume fisico può già far parte di un gruppo di volumi esistente.

È necessario usare le opzioni seguenti:

-V 2.0

Gruppo di volumi versione 2.0

-s dimensione_ef

Dimensione dell'estensione fisica in MB

-S dimensione_gdv

Dimensione massima futura del gruppo di volumi

La dimensione di un gruppo di volumi è la somma dello spazio dei dati utente in tutti i volumi fisici assegnati al gruppo di volumi. Il valore di dimensione_gdv non è la dimensione del gruppo di volumi al momento della sua creazione; è quella raggiungibile in futuro. È possibile specificare questo valore in megabyte, gigabyte, terabyte o petabyte, aggiungendo rispettivamente il carattere m, g, t o p. Ad esempio, per specificare una dimensione massima di due terabyte, usare -S 2t.

In un gruppo di volumi versione 2.0, il numero di estensioni fisiche ha un limite strutturale, perciò la scelta della dimensione delle estensioni fisiche influisce sulla dimensione massima del gruppo di volumi. Per visualizzare la dimensione massima del gruppo di volumi con una data dimensione delle estensioni fisiche, usare l'opzione -E di vgcreate assieme a quella -s. Ad esempio:

# vgcreate -V 2.0 -E -s 256
Max_VG_size=2p:extent_size=256m

Viceversa, per visualizzare la dimensione minima delle estensioni fisiche di un gruppo di volumi di una data dimensione, usare l'opzione -E di vgcreate assieme a quella -S. Ad esempio:

# vgcreate -V 2.0 -E -S 2t
Max_VG_size=2t:extent_size=1m

Aggiunta di un disco ad un gruppo di volumi

Sovente, aggiungendo dei nuovi dischi al sistema, sarà necessario aggiungerli ad un gruppo di volumi esistente, invece di crearne uno nuovo. Se i nuovi dischi aggiunti sono per i dati utente, come filesystem o database, non aggiungerli al gruppo di volumi di root. Lasciare invece che il gruppo di volumi di root contenga solamente il filesystem di root e quelli come /usr, /tmp, ecc.

Per aggiungere un disco ad un gruppo di volumi, eseguire queste operazioni:

  1. Inizializzare il disco come volume fisico usando il comando pvcreate, come descritto in “Inizializzazione di un disco per l'uso con LVM”.

  2. Aggiungere il volume fisico al gruppo di volumi utilizzando il comando vgextend ed il file di dispositivo a blocchi del disco. Ad esempio:

    # vgextend /dev/nome_gdv /dev/disk/disk3

Rimozione di un disco da un gruppo di volumi

Per rimuovere un disco da un gruppo di volumi, eseguire queste operazioni:

  1. Assicurarsi che al disco non siano assegnate delle estensioni fisiche, usando il comando pvdisplay. Ad esempio:

    # pvdisplay /dev/disk/disk3
    -- Volumi fisici --
    Nome VF                     /dev/disk/disk3
    Nome GdV                    /dev/vg00
    Stato VF                    disponibile
    Allocabile                  sì
    ADGdV                       2
    VL correnti                 9
    Dimensione EF (MB)          4
    Totale EF                   1023
    EF libere                   494
    EF allocate                 529
    EF non aggiornate           0
    Timeout IO (Secondi)        predefinito
    Interruttore automatico     Attivo
    Polling proattivo           Attivo
    
    -- Distribuzione del volume fisico --
    Nome VL            EL nel VL EF per VL
    /dev/vg00/lvol1    25        25
    /dev/vg00/lvol2    25        25
    /dev/vg00/lvol3    50        50
    
    --- Estensioni fisiche ---
    EF   Stato     VF                 EL
    0000 corrente /dev/vg00/lvol1    0000
    0001 corrente /dev/vg00/lvol1    0001
    0002 corrente /dev/vg00/lvol1    0002
    1021 libera                      0000
    1022 libera                      0000
    

    Controllare che il numero di estensioni fisiche libere (EF libere) corrisponda al totale delle estensioni fisiche (Totale EF). Se non fosse lo stesso, eseguire una di queste operazioni:

    • Rimuovere il volume logico dal disco, come descritto in “Rimozione di un volume logico”. I volumi logici con estensioni fisiche nel disco sono mostrati in fondo all'elenco di pvdisplay.

  2. Quando il disco non conterrà più estensioni fisiche, utilizzare il comando vgreduce per rimuoverlo dal gruppo di volumi. Ad esempio:

    # vgreduce /dev/vgnn /dev/disk/disk3
    IMPORTANTE: Se sono utilizzati i collegamenti ai volumi fisici di LVM, come descritto in “Aumento della ridondanza dei percorsi hardware con i percorsi multipli”, sarò necessario eseguire il comando vgreduce con ciascun collegamento al disco.

Creazione di un volume logico

Per creare un volume logico, eseguire queste operazioni:

  1. Stabilire lo spazio su disco necessario al volume logico.

    Ad esempio, è possibile aggiungere 200 MB di spazio di scambio, oppure si potrebbe avere un nuovo progetto, la cui crescita è stimata fino a 10 GB.

  2. Cercare un gruppo di volumi con spazio libero sufficiente.

    Per stabilire se per il volume logico all’interno di un gruppo di volumi c'è spazio libero su disco sufficiente, usare il comando vgdisplay per calcolare questa informazione. L'output di vgdisplay fornirà i dati di uno o più gruppi di volumi, compresa le dimensione delle estensioni fisiche (Dimensione EF (MB)) e il numero di estensioni fisiche libere (EF libere). Moltiplicando questi due valori, si otterrà il numero di megabyte disponibili all’interno del gruppo di volumi. Per ulteriori informazioni, vedere vgdisplay(1M).

  3. Creare il volume logico nuovo con lvcreate. Ad esempio:

    # lvcreate /dev/vgnn -L dimensione_in_MB

    Questo comando crea il volume logico /dev/vgnn/lvoln, con LVM che assegna automaticamente il valore di n a lvoln.

Quando LVM crea il volume logico, crea i suoi file di dispositivo a blocchi ed a caratteri e li colloca nella directory /dev/vgnn.

Creazione di un volume logico in striping

Per creare un volume logico in striping, usare lvcreate con le opzioni -i e -I, per specificare rispettivamente il numero di dischi e la dimensione dello stripe. Ad esempio, si supponga di voler eseguire lo striping in tre dischi, con una dimensione dello stripe di 32 KB. La dimensione del volume logico è 240 MB. Per creare il volume logico in striping, digitare il comando seguente:

# lvcreate -i 3 -I 32 -l 240 -n lvol1 /dev/vg01

Il comando lvcreate arrotonda automaticamente la dimensione del volume logico ad un multiplo del prodotto tra il numero di dischi e la dimensione delle estensioni. Ad esempio, se si hanno tre dischi in cui eseguire lo striping e si sceglie la dimensione delle estensioni di 4 MB, anche indicando 200 MB (-L 200) come dimensione del volume logico, lvcreate creerà un volume logico di 204 MB, perché 200 non è un multiplo di 12.

NOTA: Quando si esegue lo striping in più volumi, la dimensione del volume in striping non può superare il prodotto della capacità del disco più piccolo per il numero di dischi usati nello striping.

Creazione di un volume logico in mirroring

Per creare un volume logico in mirroring, usare lvcreate con l'opzione -m, per scegliere il numero di copie in mirroring. Per controllare come saranno gestite le copie in mirroring, scegliere una delle opzioni seguenti:

Allocazione delle estensioni Stretta, Non stretta, o GdVF-stretta

-s y

Allocazione stretta (predefinito)

-s n

Allocazione non stretta

-s g

Allocazione GdVF-stretta

Allocazione contigua o non contigua delle estensioni

-C y

Allocazione contigua

-C n

Allocazione non contigua (predefinito)

Criterio di pianificazione del mirroring

-d p

Pianificazione parallela (predefinito)

-d s

Pianificazione sequenziale

Criterio di coerenza del mirroring

-M y

MWC abilitata (predefinito, sincronizzazione ottimale del mirroring nel ripristino da arresto anomalo)

-M n -c y

MCR abilitata (sincronizzazione completa del mirroring nel ripristino da arresto anomalo)

-M n -c n

MCR disabilitata (nessuna sincronizzazione del mirroring nel ripristino da arresto anomalo)

Ad esempio, per creare un volume logico in mirroring da 240 MB con una copia, allocazione non stretta, pianificazione parallela e nessuna sincronizzazione, eseguire il comando seguente:

# lvcreate -m 1 -s n -d p -M n -c n -L 240 -n lvol1 /dev/vg01
SUGGERIMENTO: Per cambiare le caratteristiche di un volume logico in mirroring esistente, usare il comando lvchange. Supporta le opzioni -C, -c, -d, -M e -s. Per ulteriori informazioni, vedere lvchange(1M).

Ingrandimento di un volume logico

NOTA: Assegnando dello spazio ad un volume logico, questo spazio non sarà automaticamente assegnato all'entità che utilizza quel volume logico. Ad esempio, aggiungendo dello spazio ad un filesystem contenuto in un volume logico, dopo averlo esteso sarà necessario eseguire extendfs. Per ulteriori informazioni, consultare “Gestione dei volumi logici con filesystem” e “Gestione dei volumi logici di scambio”.
  1. Stabilire quanto altro spazio su disco è necessario al volume logico.

    Ad esempio, è possibile aggiungere 200 MB di spazio di scambio, oppure aggiungere 1 GB necessario ad un progetto esistente.

  2. Scoprire se c’è altro spazio disponibile, utilizzando il comando vgdisplay. Ad esempio:

    # vgdisplay vg00
    --- Gruppi di volumi ---
    Nome GdV         /dev/vg00
    Accesso in scrittura al GdV lettura/scrittura
    Stato GdV                   disponibile
    VL max                      255    
    VL correnti                 8      
    VL aperti                   8      
    VF max                      16     
    VF correnti                 1      
    VF attivi                   1
    EF max per VF               2000
    ADGdV                       2   
    Dimensione EF (MB)          4
    Totale EF                   249
    EF allocate                 170    
    EF libere                   79    
    Totale GdVF                 0 
    Totale VF di ricambio       0 
    VF di ricambio in uso       0
    Versione GdV                1.0
    Dimensione massima GdV      1082g
    Max di estensioni del GdV   69248

    La voce EF libere indica il numero di estensioni da 4 MB libere, in questo caso, 79 (316 MB).

  3. Estendere il volume logico. Ad esempio:

    # /sbin/lvextend -L 332 /dev/vg00/lvol7

    Ciò porta la dimensione di questo volume a 332 MB.

Ingrandimento di un volume logico in un disco specifico

Per motivi di prestazioni, si potrebbe voler forzare lo spanning in più dischi di un volume logico. Ad esempio, supporre di voler creare un volume logico da 30 GB e mettere 10 GB nel primo disco, altri 10 GB nel secondo e 10 GB nel terzo, quindi, presumendo che la dimensione delle estensioni sia di 4 MB, il volume logico richiederà un totale di 7680 estensioni. Per incrementare il volume logico, eseguire queste operazioni:

  1. Dopo aver creato i volumi fisici dei dischi ed aver creato il gruppo di volumi, creare il volume logico lvol1 di dimensione 0. Ad esempio:

    # lvcreate -n lvol1 /dev/vg01
  2. Allocare al primo volume fisico un terzo delle estensioni del volume logico. Ad esempio:

    # lvextend -l 2560 /dev/vg01/lvol1 /dev/disk/disk7
  3. Aumentare a 2560 il totale delle estensioni fisiche allocate al volume logico per i rimanenti volumi fisici. In ogni caso, le 2560 estensioni aggiuntive saranno allocate al disco specificato. Ad esempio:

    # lvextend -l 5120 /dev/vg01/lvol1 /dev/disk/disk8
    # lvextend -l 7680 /dev/vg01/lvol1 /dev/disk/disk9

    Quando si usa l'opzione-l di lvextend, lo spazio è specificato in estensioni logiche.

Come ulteriore esempio, supporre di avere due dischi in un gruppo di volumi, entrambi dello stesso modello. Si ha un volume logico da 24 GB che si trova in uno solo dei dischi. Si desidera estendere a 40 GB la dimensione del volume logico e garantire che i 16 GB aggiuntivi siano allocati all'altro disco.

Incrementare il volume logico in un disco specifico nel modo seguente:

# lvextend -L 40960 /dev/vg01/lvol2 /dev/disk/disk3

In questo caso, quando si usa l’opzione -L (maiuscola), lo spazio è specificato in megabyte, non in estensioni logiche.

Per informazioni complete sulle opzioni del comando, vedere lvextend(1M).

Riduzione di un volume logico

ATTENZIONE: Prima di ridurre un volume logico, sarà necessario avvisare gli utenti di quel volume logico.

Ad esempio, prima di ridurre un volume logico che contiene un filesystem, eseguire il backup del filesystem. Anche se il filesystem occupa attualmente uno spazio inferiore alla nuova dimensione – ridotta – del volume logico, quasi sicuramente riducendo il volume logico si perderanno dei dati. Per le procedure idonee a filesystem e dispositivi di scambio, vedere “Gestione dei volumi logici con filesystem” e “Gestione dei volumi logici di scambio”.

Per ridurre un volume logico, eseguire queste operazioni:

  1. Per scoprire quali applicazioni stanno usando il volume logico, utilizzare il comando fuser. Ad esempio:

    # fuser -cu /dev/vg01/lvol5

    Se il volume logico è in uso, assicurarsi che le applicazioni siano in grado di gestire la riduzione della dimensione. Potrebbe essere necessario chiudere le applicazioni.

  2. Stabilire la nuova dimensione del volume logico.

    Ad esempio, se il volume logico è montato in un filesystem, la nuova dimensione deve essere superiore allo spazio occupato attualmente dai dati nel filesystem. Il comando bdf mostrerà la dimensione di tutti i volumi montati. La prima colonna mostra lo spazio allocato al volume; la seconda mostra lo spazio effettivamente in uso. La nuova dimensione del volume logico deve essere superiore a quella mostrata nella seconda colonna dell'output di bdf.

  3. Ridurre la dimensione del volume logico nel modo seguente:

    # lvreduce -L 500 /dev/vg01/lvol5

    Questo comando riduce a 500 MB il volume logico /dev/vg01/lvol5.

Aggiunta di una copia in mirroring ad un volume logico

NOTA: Il mirroring richiede il prodotto facoltativo HP MirrorDisk/UX.
SUGGERIMENTO: Questa operazione è più semplice da eseguire con HP SMH. HP SMH confermerà che nel disco lo spazio è sufficiente per la copia in mirroring e che lo spazio disponibile soddisfi i criteri di allocazione.

Per aggiungere una copia in mirroring ad un volume logico, eseguire queste operazioni:

  1. Decidere la quantità di copie in mirroring da creare.

    Per questo esempio, sarà creata una sola copia in mirroring, si avranno cioè due copie dei dati in linea, l’originale e quella in mirroring.

  2. Assicurarsi che ci sia spazio libero sufficiente nel gruppo di volumi che contiene il volume logico di cui eseguire il mirroring.

    Il gruppo di volumi richiede uno spazio libero almeno pari a quello allocato al volume logico di cui si vuole eseguire il mirroring; sarà cioè necessario raddoppiare la quantità di spazio fisico per questo volume.

    Per utilizzare il mirroring rigoroso – consigliato da HP perché la copia in mirroring si trova in un disco separato – questo spazio libero dovrà trovarsi in uno o più dischi al momento non utilizzati dal volume di cui eseguire il mirroring.

  3. Per aggiungere le copie aggiuntive desiderate, utilizzare il comando lvextend con l'opzione -m. Ad esempio:

    # lvextend -m 1 /dev/vg00/lvol1

    In questo modo sarà aggiunta una singola copia in mirroring ad un dato volume logico.

    Per forzare la copia in mirroring in un volume fisico specifico, aggiungerlo in coda alla riga dei comandi. Ad esempio:

    # lvextend -m 1 /dev/vg00/lvol1 /dev/disk/disk4

Rimozione di una copia in mirroring da un volume logico

Per rimuovere una copia in mirroring, utilizzare il comando lvreduce, specificando il numero di copie da lasciare. Ad esempio, per rimuovere tutte le copie in mirroring di volume logico, eseguire il comando seguente:

# lvextend -m 0 /dev/vg00/lvol1

Questo comando riduce a 0 il numero di copie in mirroring, in modo da lasciare solamente quella originale.

Per rimuovere la copia in mirroring da un disco specifico, utilizzare il comando lvreduce, specificando il disco da cui rimuoverla. Ad esempio:

# lvreduce -m 0 /dev/vg00/lvol1 /dev/disk/disk4

Rinominare un volume logico

Per rinominare un volume logico, eseguire queste operazioni:

  1. Assicurarsi che il volume logico abbia due file di dispositivo, quello a blocchi e quello a caratteri, o dati non elaborati. Devono avere il medesimo nome, tranne quello del file di dispositivo a caratteri, che comincia con r. Ad esempio, per cambiare il nome di un volume logico nel gruppo di volumi vg00, da lvol1 a database, elencare il contenuto della directory /dev/vg00. Ad esempio:

    # cd /dev/vg00
    # ls -l
    total 0
    crw-r-----   1 root       sys  64 0x000000 Nov 16 02:49 group
    brw-r-----   1 root       sys  64 0x000001 Nov 16 02:49 lvol1
    brw-r-----   1 root       sys  64 0x000002 Nov 16 02:49 lvol2
    brw-r-----   1 root       sys  64 0x000003 Nov 16 02:49 lvol3
    brw-r-----   1 root       sys  64 0x000004 Nov 16 02:49 lvol4
    crw-r-----   1 root       sys  64 0x000001 Nov 16 02:49 rlvol1
    crw-r-----   1 root       sys  64 0x000002 Nov 16 02:49 rlvol2
    crw-r-----   1 root       sys  64 0x000003 Nov 16 02:49 rlvol3
    crw-r-----   1 root       sys  64 0x000004 Nov 16 02:49 rlvol4
  2. Usare il comando mv per rinominare entrambi i file. Ad esempio:

    # mv /dev/vg00/lvol1 /dev/vg00/database
    # mv /dev/vg00/rlvol1 /dev/vg00/rdatabase
  3. Aggiornare tutti i riferimenti al vecchio nome in tutti gli altri file del sistema. Tra questi c'è il file /etc/fstab per i filesystem montati o i dispositivi di scambio ed i file map del comando vgexport.

Rimozione di un volume logico

ATTENZIONE: La rimozione di un volume logico renderà non disponibile il suo contenuto, che probabilmente sarà sovrascritto. In particolare, saranno eliminati i filesystem contenuti nel volume logico.

Per rimuovere un volume logico, eseguire queste operazioni:

  1. Assicurarsi che il volume logico non sia utilizzato da un'applicazione, sia come filesystem sia come spazio senza filesystem. Utilizzare il comando fuser nel modo seguente:

    # fuser -cu /dev/vg01/lvol5

    Se il volume logico è in uso, assicurarsi che non sia più necessario alle applicazioni. Potrebbe essere necessario chiudere le applicazioni.

  2. Utilizzare il comando lvremove per rimuovere il volume logico. Ad esempio:

    # lvremove /dev/vg01/lvol5

    Sarà ora possibile utilizzare questo spazio per estendere un volume logico esistente, o per crearne uno nuovo.

Esportazione di un gruppo di volumi

L'esportazione di un gruppo di volumi rimuoverà tutti i suoi dati dal sistema, lasciando intatti i dati contenuti nei dischi. I dischi di un volume esportato potranno essere fisicamente rimossi o collegati ad un altri sistema, dove sarà possibile importare il gruppo di volumi.

L'esportazione di un gruppo di volumi rimuove le sue informazioni ed i volumi fisici associati dal file /etc/lvmtab e da quello /etc/lvmtab_p e rimuove da /dev la sua directory con i file di dispositivo.

  1. Assicurarsi che nessuno dei volumi logici nel gruppo di volumi sia in uso. Potrebbe essere necessario chiudere le applicazioni che utilizzano i volumi logici nel gruppo di volumi ed eseguire lo smontaggio dei filesystem contenuti nel gruppo di volumi.

    Utilizzare il comando fuser con ciascun volume logico. Ad esempio:

    # fuser -cu /dev/vgnn/lvoln
  2. Disattivare il gruppo di volumi. Ad esempio:

    # vgchange -a n vgnn
  3. Utilizzare il comando vgexport per esportare il gruppo di volumi. Ad esempio:

    # vgexport -v -m /tmp/vgnn.map vgnn

    Se si prevede di spostare il gruppo di volumi in un altro sistema, utilizzare l'opzione -m di vgexport per creare un file map. Questo file ASCII contiene i nomi dei volumi logici, dato che non sono memorizzati nei dischi. Se per i volumi logici nel gruppo di volumi non sono stati usati i nomi predefiniti /dev/vgnn/lvoln, sarà necessario creare un file map.

    Se nel gruppo di volumi ci sono più dischi, utilizzare l'opzione -s di vgexport; questa opzione aggiunge al file map l'identificativo del gruppo di volumi (VGID). Importando il gruppo di volumi, sarà possibile evitare di specificare i nomi di tutti i dischi. Vedere “Importazione di un gruppo di volumi”.

Al termine dell'esecuzione di vgexport, tutte le informazioni del gruppo di volumi saranno state rimosse dal sistema. Ora sarà possibile spostare i dischi in un altri sistema, dove il gruppo di volumi potrà essere importato.

Importazione di un gruppo di volumi

Per importare un gruppo di volumi, eseguire queste operazioni:

  1. Collegare i dischi al sistema.

  2. Se si utilizza una release di HP-UX anteriore a marzo 2008, oppure se si desidera specificare il numero minore del file di dispositivo del gruppo di volumi, crearlo con la procedura descritta in “Creazione del file di dispositivo del gruppo di volumi”.

  3. Utilizzare il comando vgimport per importare il gruppo di volumi:

    # vgimport -v -N -m /tmp/vgnn.map /dev/vgnn elenco_dischi

    Se nel gruppo di volumi ci sono più dischi ed il suo l'identificativo – VGID – è stato salvato nel file map – il comando vgexport è stato eseguito con le opzioni –s e –m – sarà possibile evitare di specificarli tutti nella riga dei comandi con vgimport e l'opzione -s. In questo modo vgimport rileverà tutti i dischi nel sistema. I volumi fisici il cui VGID corrisponde a quello nel file map saranno automaticamente inseriti nel gruppo di volumi.

  4. Attivare il gruppo di volumi nel modo seguente:

    # vgchange -a y vgnn
NOTA: Se il gruppo di volumi contiene dischi a percorsi multipli, HP consiglia di utilizzare la funzionalità nativa a percorsi multipli di HP-UX, che è un sovrainsieme dei collegamenti alternativi di LVM. Per ulteriori informazioni, vedere “Aumento della ridondanza dei percorsi hardware con i percorsi multipli”.

Se si desidera utilizzare le funzionalità dei collegamenti alternativi di LVM, l'importazione del gruppo di volumi ha varie implicazioni:

  • È necessario omettere l'opzione -N del comando vgimport.

  • In tutti i volumi fisici, il comando vgimport imposta come primario il primo collegamento trovato. Se dopo l'importazione i collegamenti non sono nell'ordine desiderato, utilizzare vgreduce e vgextend con il collegamento primario di ogni volume fisico di cui si vuole modificare il collegamento.

  • Il valore del parametro sintonizzabile maxfiles deve essere superiore al doppio del numero di dischi liberi.

Modifica dei parametri dei gruppi di volumi

NOTA: Il comando vgmodify non supporta i gruppi di volumi versione 2.0.

Quando si crea un gruppo di volumi, si impostano alcune sue caratteristiche, come il numero massimo di estensioni fisiche per volume fisico, il numero massimo di volumi fisici ed quello massimo di volumi logici. Utilizzando il comando vgmodify, è possibile modificare questi parametri senza rimuovere e creare nuovamente il gruppo di volumi o dover spostare i dati.

Per modificare i parametri dei gruppo di volumi, eseguire le operazioni seguenti:

  1. Eseguire vgmodify per raccogliere le informazioni del gruppo di volumi.

    Salvare l’output di questi tre comandi:

    # vgmodify -o -r vgnn
    # vgmodify -v -t vgnn
    # vgmodify -v -n -t vgnn

    L'opzione -o tenterà di ottimizzare i valori, sfruttando lo spazio dei metadati di LVM esistente. L'opzione -t restituisce l'intervallo ottimizzato delle impostazioni, senza ripetere la numerazione delle estensioni fisiche; l'opzione -n abilita la ripetizione della numerazione delle estensioni fisiche.

  2. In base alle informazioni raccolte nell'operazione precedente, scegliere i nuovi valori per i parametri del gruppo di volumi.

  3. I nuovi valori potrebbero aumentare la dimensione dell'area riservata del gruppo di volumi (ARGdV) in ciascun volume fisico. L'area riservata del gruppo di volumi si trova nell'intestazione di LVM, perciò, aumentandone la dimensione potrebbe essere necessario spostare la prima estensione fisica dei dati utente nel volume fisico. Per spostare la prima estensione fisica in un'altra posizione, utilizzare il comando pvmove.

  4. Esaminare i valori eseguendo vgmodify e l'opzione -r con le nuove impostazioni.

  5. Disattivare il gruppo di volumi.

  6. Assegnare i nuovi valori eseguendo vgmodify senza l'opzione -r.

  7. Attivare il gruppo di volumi. Eseguire il comando vgdisplay per controllare che le impostazioni siano state applicate.

Come esempio, si supponga di voler aggiungere al gruppo di volumi vg32 dei dischi più grandi. Si desidera aumentare il numero massimo di estensioni fisiche per volume fisico (max_pe) ed il numero massimo di volumi fisici (max_pv). Ecco le operazioni necessarie:

  1. Eseguire vgmodify per raccogliere le informazioni del gruppo di volumi.

    Salvare l’output di questi tre comandi:

    # vgmodify -o -r vg32
    Impostazioni correnti del gruppo di volumi:
                                              VL max      255
                                              VF max       16
                                       EF max per VF     1016
                                  Dimensione EF (MB)       32
                               Dimensione ARGdV (KB)      176
    La nuova configurazione richiede che "max_pes" siano aumentati da 1016 a 6652
    I parametri correnti e quelli nuovi del gruppo di volumi sono diversi.
    È necessario l'aggiornamento del gruppo di volumi
    
    Nuove impostazioni del gruppo di volumi:
                                              VL max      255
                                              VF max       16
                                       EF max per VF     6652
                                  Dimensione EF (MB)       32
                               Dimensione ARGdV (KB)      896
    Esame completo. Il gruppo di volumi non è stato modificato
    
    # vgmodify -v -t vg32
    Impostazioni correnti del gruppo di volumi:
                                              VL max      255
                                              VF max       16
                                       EF max per VF     1016
                                  Dimensione EF (MB)       32
                               Dimensione ARGdV (KB)      176
     
    Spazio dell'ARGdV (KB) nei volumi fisici con estensioni in uso:
    PV                     corrente    -n
    /dev/rdisk/disk6        896       32768
    /dev/rdisk/disk5        896       32768
    Riepilogo               896       32768
    
    Impostazioni ottimizzate del gruppo di volumi (nessun conteggio delle EF):
    max_pv(-p) max_pe(-e) Dimensione disco (MB)
       2          53756     1720193 
       3          35836     1146753 
    ...
       213         296         9473 
     255         252         8065
     
    # vgmodify -v -n -t vg32
    La nuova configurazione del gruppo di volumi /dev/vg32 è stata salvata in
     /etc/lvmconf/vg32.conf
    
    Impostazioni correnti del gruppo di volumi:
                                              VL max      255
                                              VF max       16
                                       EF max per VF     1016
                                  Dimensione EF (MB)       32
                               Dimensione ARGdV (KB)      176
     
    Spazio dell'ARGdV (KB) nei volumi fisici con estensioni in uso:
    PV                     corrente    -n
    /dev/rdisk/disk6        896       32768
    /dev/rdisk/disk5        896       32768
    Riepilogo               896       32768
    L'estensione fisica zero non è libera in tutti i VF. Questi valori non saranno 
    raggiunti finché la prima estensione non sarà liberata (vedere pvmove(1M))
    in tutti i dischi seguenti:
    /dev/rdisk/disk6
    /dev/rdisk/disk5
    
    Impostazioni ottimizzate del gruppo di volumi (conteggio inferiore delle EF):
    max_pv(-p) max_pe(-e) Dimensione disco (MB)
    61          65535      2097152 
    62          65532      2097056 
    ...
    252         16048       513568 
    255         15868       507808
  2. In base all'output di vgmodify -n -t, scegliere 255 per max_pv e 15868 per max_pe.

  3. Dato che i nuovi valori richiedono che l'estensione fisica 0 sia libera, utilizzare pvmove per spostarla in un'altra posizione:

    # pvmove /dev/disk/disk5:0 /dev/disk/disk5
    Trasferimento in corso delle estensioni logiche del volume logico "/dev/vg32/lvol2"...
    Il volume fisico "/dev/disk/disk5" è stato spostato.
    La configurazione del gruppo di volumi di /dev/vg32 è stata salvata in
     /etc/lvmconf/vg32.conf
    
    # pvmove /dev/disk/disk6:0 /dev/disk/disk6
    Trasferimento in corso delle estensioni logiche del volume logico "/dev/vg32/lvol1"...
    Il volume fisico "/dev/disk/disk6" è stato spostato.
    La configurazione del gruppo di volumi di /dev/vg32 è stata salvata in
     /etc/lvmconf/vg32.conf
  4. Eseguire l'anteprima delle modifiche utilizzando l'opzione -r di vgmodify:

    # vgmodify -p 255 -e 15868 -r -n vg32
    Impostazioni correnti del gruppo di volumi:
                                              VL max      255
                                              VF max       16
                                       EF max per VF     1016
                                  Dimensione EF (MB)       32
                               Dimensione ARGdV (KB)      176
    I parametri correnti e quelli nuovi del gruppo di volumi sono diversi.
    È necessario l'aggiornamento del gruppo di volumi
    
    Nuove impostazioni del gruppo di volumi:
                                              VL max      255
                                              VF max      255
                                       EF max per VF    15868
                                  Dimensione EF (MB)       32
                               Dimensione ARGdV (KB)    32640
    Esame completo. Il gruppo di volumi non è stato modificato
  5. Disattivare il gruppo di volumi:

    # vgchange -a n vg32
    Il gruppo di volumi "vg32" è stato modificato.
  6. Applicare i nuovi valori:

    # vgmodify -p 255 -e 15868 -n vg32
    Impostazioni correnti del gruppo di volumi:
                                              VL max      255
                                              VF max       16
                                       EF max per VF     1016
                                  Dimensione EF (MB)       32
                               Dimensione ARGdV (KB)      176
    I parametri correnti e quelli nuovi del gruppo di volumi sono diversi.
    È necessario l'aggiornamento del gruppo di volumi
    
    Nuove impostazioni del gruppo di volumi:
                                              VL max      255
                                              VF max      255
                                       EF max per VF    15868
                                  Dimensione EF (MB)       32
                               Dimensione ARGdV (KB)    32640
    La nuova configurazione del gruppo di volumi "vg32" è stata salvata in
     "/etc/lvmconf/vg32.conf"
    La vecchia configurazione del gruppo di volumi "vg32" è stata salvata in
     "/etc/lvmconf/vg32.conf.old"
    Avvio della modifica con la scrittura di tutti i volumi fisici
    Applicazione della configurazione da
     "/etc/lvmconf/vg32.conf"
    Procedura di modifica completata.
    La nuova configurazione del gruppo di volumi "vg32" è stata salvata in
     "/etc/lvmconf/vg32.conf.old"
    Il gruppo di volumi "vg32" è stato modificato.
  7. Attivare il gruppo di volumi e controllare le modifiche:

    # vgchange -a y vg32
    Gruppo di volumi attivato
    Il gruppo di volumi "vg32" è stato modificato.
    
    # vgdisplay vg32
    --- Gruppi di volumi ---
    Nome GdV /dev/vg32
    Accesso in scrittura al GdV lettura/scrittura 
    Stato GdV                   disponibile 
    VL max                      255 
    VL correnti                 0 
    VL aperti                   0 
    VF max                      255 
    VF correnti                 2 
    VF attivi                   2 
    EF max per VF               15868 
    ADGdV                       4 
    Dimensione EF (MB)          32 
    Totale EF                   1084 
    EF allocate                 0 
    EF libere                   1084 
    Totale GdVF                 0 
    Totale VF di ricambio       0 
    VF di ricambio in uso       0
    Versione GdV                1.0

Rendere inoperante e ripristinare un gruppo di volumi

Se si prevede di utilizzare un programma di gestione dei dischi per creare un'immagine do backup, “istantanea” di tutti i dischi di un gruppo di volumi, è necessario assicurarsi che LVM non scriva in nessuno dei dischi al momento dell'operazione; in caso contrario, alcuni di essi potrebbero contenere dei metadati LVM scritti parzialmente o non coerenti. Per mantenere coerente l'immagine dei dischi del gruppo di volumi, è necessario disattivarlo o renderlo inoperante.

La disattivazione del gruppo di volumi richiede la chiusura di tutti i suoi volumi logici, il che può essere di disturbo. Ad esempio, sarà necessario smontare i filesystem che utilizzano un volume logico del gruppo di volumi. Tuttavia, rendere temporaneamente inoperante il gruppo di volumi consente di mantenerlo attivato e di tenere aperti i volumi logici durante l'operazione, minimizzando così le conseguenze per il sistema.

È possibile rendere inoperanti le operazioni di scrittura e di lettura nel gruppo di volumi, oppure solo quelle di scrittura. Mentre il gruppo di volumi è inoperante, il comando vgdisplay segnalerà la sua modalità di accesso come "inoperante". Le operazioni di I/O indicate saranno messe in coda fino al ripristino del gruppo di volumi ed i comandi che modificherebbero la configurazione del gruppo di volumi termineranno immediatamente.

NOTA: Con questa funzionalità non è possibile rendere inoperanti i singoli volumi fisici o volumi logici. Per rendere temporaneamente inoperante un volume fisico, per disabilitarlo o sostituirlo, vedere “Disabilitazione di un percorso di un volume fisico”. Per rendere inoperante un volume logico, rendere inoperante o disattivare il gruppo di volumi. Per fornire un'immagine stabile di un volume logico senza disattivare il gruppo di volumi, eseguire il mirroring del volume logico, quindi separare una delle copie in mirroring, come descritto in “Backup di un volume logico in mirroring”.

L'inoperatività di un gruppo di volumi non è persistente tra riavvii.

Per rendere inoperante un gruppo di volumi, usare il comando vgchange con l'opzione -Q, nel modo seguente:

# vgchange -Q modalità vgnn

Il parametro modalità può essere rw, che blocca sia le operazioni di scrittura sia di lettura, oppure w, che consente le operazioni di lettura ma blocca quelle di scrittura.

Per impostazione predefinita, il gruppo di volumi rimarrà inoperante finchè non sarà esplicitamente ripristinato. È possibile specificare un periodo massimo di inoperatività in secondi, utilizzando l'opzione -t. Scaduto il tempo di inoperatività, il gruppo di volumi sarà ripristinato automaticamente. Ad esempio, per rendere inoperante il gruppo di volumi vg08 per un massimo di minuti (600 secondi) consentendo le operazioni di lettura, digitare il comando seguente:

# vgchange -Q w -t 600 vg08

Per ripristinare un gruppo di volumi inoperante, usare il comando vgchange con l'opzione -R, nel modo seguente:

# vgchange -R vgnn

Rinominare un gruppo di volumi

Per cambiare il nome ad un gruppo di volumi, esportarlo, quindi importarlo con il nuovo nome. Per ulteriori informazioni su come esportare ed importare un gruppo di volumi, vedere “Esportazione di un gruppo di volumi” e “Importazione di un gruppo di volumi”.

Per rinominare il gruppo di volumi vg01 a vgdb, eseguire queste operazioni:

  1. Disattivare il gruppo di volumi, nel modo seguente:

    # vgchange -a n vg01
  2. Se si desidera conservare il numero minore del gruppo di volumi, esaminare il suo file group, nel modo seguente:

    # ls -l /dev/vg01/group
    crw-r--r-- 1 root sys 64 0x010000 Mar 28  2004 /dev/vg01/group

    In questo esempio, il numero maggiore del gruppo di volumi è 64 e quello minore è 0x010000.

  3. Esportare il gruppo di volumi, nel modo seguente:

    # vgexport -m vg01.map vg01
  4. Se si utilizza una release di HP-UX anteriore a marzo 2008, oppure se si desidera specificare il numero minore del file di dispositivo del gruppo di volumi, crearlo con il nuovo nome del gruppo di volumi, con la procedura descritta in “Creazione del file di dispositivo del gruppo di volumi”.

    Dato che il file group di questo esempio ha 64 come numero maggiore e 0x01000000 come numero minore, eseguire i comandi seguenti:

    # mkdir /dev/vgdb
    # mknod /dev/vgdb/group c 64 0x010000
  5. Importare il gruppo di volumi con il nuovo nome, nel modo seguente:

    # vgimport -m vg01.map /dev/vgdb
  6. Eseguire il backup delle informazioni di configurazione del gruppo di volumi, nel modo seguente:

    # vgcfgbackup /dev/vgdb
  7. Attivare il gruppo di volumi nel modo seguente:

    # vgchange -a y /dev/vgdb
  8. Rimuovere le informazioni di configurazione salvate con il vecchio nome del gruppo di volumi, nel modo seguente:

    # rm /etc/lvmconf/vg01.conf
  9. Aggiornare tutti i riferimenti al vecchio nome in tutti gli altri file del sistema. Tra questi c'è il file /etc/fstab per i filesystem montati o i