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Guida all'amministrazione di sistemi HP-UX: Operazioni abituali di gestione: HP-UX 11i versione 3 > Capitolo 2 Avvio e spegnimento

Arresto dei sistemi

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Per ulteriori informazioni sull’arresto dei sistemi, vedere Guida all’amministrazione di sistemi HP-UX: Panoramica.

Tipi di arresto

Esistono vari tipi di arresto, sia pianificato sia non pianificato. Questa sezione si occupa di molte situazioni comuni:

Arresto normale (pianificato)

La maggior parte degli arresti del sistema dovrebbe essere di questo tipo. Con un arresto normale, si avrà tempo di preparare il sistema e i suoi utenti, così da poterlo riavviare e poter continuare il lavoro senza perdita di dati e con il minor disturbo possibile.

Come indicato nella panoramica di questa sezione, è importante non spegnere semplicemente il computer (come si potrebbe fare con un personal computer).

Per massimizzare le prestazioni del sistema, i dati usati di recente dai file nei dischi sono conservati e aggiornati nella memoria. Periodicamente – per impostazione predefinita, ogni 30 secondi – è eseguito il programma sync, per assicurarsi che i filesystem nel disco siano aggiornati in caso di un arresto non programmato (i filesystem nel disco sono sincronizzati con le modifiche basate sulla memoria). Ma, se sono trascorsi 29 secondi dall’ultima esecuzione di sync, probabilmente ci saranno delle modifiche basate sulla memoria che non sono ancora state sincronizzate nel disco. Se si verificasse ora un arresto anomalo del sistema, potrebbe essere causa di incoerenze delle strutture del filesystem nel disco (che, anche se non sempre è così, potrebbero causare il danneggiamento dei file o la perdita di dati).

Inoltre, saranno interessati gli utenti del sistema e di altri sistemi nella rete, che dipendono da qualche risorsa del sistema. È sempre opportuno notificare in anticipo qualsiasi arresto pianificato, in modo che sia possibile provvedere e ridurre al minimo le conseguenze sul loro lavoro.

La procedura di base per l’arresto pianificato del sistema è:

  1. Notificarlo a chiunque potrebbe essere interessato dall’arresto del sistema. È possibile farlo nei modi seguenti:

    • e-mail

    • il comando wall (vedere wall(1M)) — avvisa solo gli utenti del proprio sistema, non quelli di altri sistemi che potrebbero essere interessati dall’arresto

    • per telefono, oppure personalmente

    In qualsiasi maniera lo si faccia, il punto di importanza vitale è avvisarli quanto più possibile in anticipo dell’arresto pianificato. Se l’avviso è molto anticipo rispetto all’arresto pianificato, sarà opportuno un preavviso dell’avvicinarsi del momento dell’operazione.

  2. Una volta che tutti sono stati informati e abbiano avuto la possibilità di prepararsi all’arresto, eseguire il comando shutdown per iniziare l’arresto regolare del sistema.

    Esistono fondamentalmente tre tipi di arresto del sistema:

    1. Arresto con riavvio immediato (usare l’opzione -r del comando shutdown)

    2. Arresto con spegnimento del sistema (usare l'opzione di -h del comando shutdown)

    3. Portare il sistema nella modalità utente singolo per manutenzione (non usare né l'opzione -r, né l'opzione -h)

    Varianti comuni del comando shutdown. Ecco alcuni esempi di comandi shutdown che mostrano ogni tipo di arresto del sistema. Per impostazione predefinita, shutdown è un programma interattivo. Oltre ad indicare a shutdown se si desidera o meno arrestare o riavviare il sistema, le informazioni omesse dalla riga dei comandi saranno richieste al prompt. Se non si indica a shutdown che si intende arrestare o riavviare il computer, presumerà che si intenda portare il sistema in modalità singolo utente.

    Esempio 2-26 Arresto e riavvio

    Per arrestare immediatamente il sistema e riavviarlo:

    /sbin/shutdown -r 0

    Esempio 2-27 Arresto e riavvio con attesa

    Per arrestare il sistema e riavviarlo immediatamente dopo aver concesso agli utenti del sistema 3 minuti – 180 secondi – per salvare il proprio lavoro e chiudere la sessione:

    /sbin/shutdown -r 180

    Esempio 2-28 Arresto e spegnimento

    Per arrestare immediatamente il sistema e spegnerlo, in modo da togliergli corrente in tutta sicurezza:

    /sbin/shutdown -h 0

    Esempio 2-29 Arresto in modalità utente singolo

    Per arrestare il sistema in modalità utente singolo, non usare le opzioni -h o -r del comando shutdown. È concesso un intervallo: in questo esempio 7 minuti (420 secondi):

    /sbin/shutdown 420

    NOTA: Per arrestare un sistema HP-UX è necessario avere l'autorizzazione. Ovviamente, questo comando può avere delle serie conseguenze e deve perciò essere usato con cautela. Non è un comando che chiunque potrebbe essere in grado di usare.

    L'autorizzazione ad arrestare il sistema è normalmente riservata solo ai superutenti. Tuttavia, esiste un meccanismo che è possibile usare per dare l'autorizzazione ad altri utenti, affinché siano in grado, in caso di necessità, arrestare il sistema quando un superutente non è disponibile. Il file /etc/shutdown.allow consente ai superutenti di specificare chi disporrà dell’autorizzazione ad arrestare il sistema in loro assenza. Per i dettagli, consultare la manpage shutdown(1M).

Se eseguito, shutdown assicura un arresto regolare del sistema, eseguendo le operazioni seguenti:

  • Reimposta la variabile ambientale PATH al valore:

    /usr/bin:/usr/sbin:/sbin

  • Reimposta la variabile ambientale IFS al valore:

    spazio tabulazione nuova_riga

  • Controlla che l’utente che sta tentando di arrestare il sistema sia autorizzato a farlo (controlla il file /etc/shutdown.allow).

  • Rende la directory root (/) la directory di lavoro corrente.

  • Esegue il comando sync per assicurarsi che le modifiche del filesystem ancora in memoria siano aggiornate nei superblocchi e nelle strutture di filesystem nel disco. Si tratta di una delle funzioni più importanti dell’arresto.

  • Imposta l’ID reale dell’utente a quello del superutente (per informazioni sugli ID utente, consultare setuid(2)).

  • Invia un messaggio a tutti gli utenti che al momento hanno eseguito l’accesso al sistema, comunicando loro che il sistema sta per essere arrestato. Per questo esiste un messaggio predefinito, ma è possibile specificarne uno personalizzato.

  • /sbin/rc è eseguito per arrestare i sottosistemi, smontare i filesystem ed eseguire altre procedure e portare il sistema al livello di esecuzione 0, in cui sarà possibile togliere l’alimentazione in piena sicurezza, se non si intende riavviare immediatamente.

  • Infine, se il sistema non è un client cluster NFS e non si sta arrestando il sistema in modalità utente singolo, (vedere l'Esempio 2-29), è eseguito il programma /sbin/reboot per spegnere il sistema o riavviarlo, specificando rispettivamente l'opzione -h o quella -r.

Interruzione dell’alimentazione

Non tutti gli arresti possono essere programmati. Un’interruzione imprevista dell’alimentazione è un esempio di arresto non programmato.

Molti sistemi HP-UX possono essere dotati di gruppi di continuità (UPS), per consentire di conservare l'alimentazione ai sistemi per un breve periodo in caso di interruzione della fonte principale di alimentazione del computer. Se il guasto all'alimentazione è di breve durata, i sistemi dotati di gruppo di continuità non risentiranno in alcun modo dell’interruzione. Se si ha l’impressione che l’interruzione dell’alimentazione potrebbe durare a lungo, è possibile usare l'intervallo fornito dal gruppo di continuità per eseguire un arresto normale. Vedere “Arresto normale (pianificato)”.

I computer dotati di gruppi di continuità HP PowerTrust possono essere anche monitorati da uno speciale daemon chiamato upsmond, che, quando in esecuzione, è sempre in memoria (non è interessato dalle operazioni di scambio). upsmond comunica con i gruppi di continuità e, quando l’alimentazione è mancata più a lungo del periodo preconfigurato, upsmond eseguirà automaticamente l’arresto regolare del sistema.

Non tutti i sistemi HP-UX sono dotati di gruppi di continuità. Se non lo sono, un arresto non pulito sarà la conseguenza probabile dell’interruzione dell’alimentazione. Non sarà eseguito il dumping della memoria ed è possibile che i buffer delle recenti modifiche al disco si trovino ancora in memoria e non siano stati scritti nel disco dal programma sync. Per i dettagli, vedere “Arresti non puliti”.

Quando si verifica un’interruzione dell'alimentazione, è buona prassi spegnere gli interruttori dell'alimentazione del computer e delle sue periferiche. Questo ridurrà il rischio che una sovratensione dell'alimentazione danneggi le apparecchiature al ritorno della corrente. Dopo il ripristino dell’alimentazione, seguire le normali procedure di avvio. Vedere “Avvio standard”.

Arresti non puliti

Quando si spegne un sistema in maniera corretta, tutti le modifiche del filesystem basate sulla memoria sono scritte nel disco e i filesystem nel disco sono contrassegnati come puliti. Se tuttavia dovesse avvenire un arresto non corretto – ad esempio, un interruzione dell’alimentazione – le informazioni basate sulla memoria potrebbero non essere state salvate nel disco, quindi in alcuni filesystem il flag “pulito” potrebbe non essere stato impostato (perché, in realtà, potrebbero esserci dei problemi strutturali in conseguenza del mancato salvataggio nel disco delle informazioni basate sulla memoria).

Quando ciò accade, durante la procedura di avvio avverranno delle operazioni speciali. Al momento del controllo dei flag di pulizia in tutti i filesystem rappresentati nel file /etc/fstab, fsck (file system consistency checker) individuerà se esistono filesystem per cui non è stato impostato il flag di pulizia. In questi filesystem, fsck eseguirà un’operazione di controllo/riparazione, per rilevare e risolvere eventuali problemi conseguenti all’arresto non corretto. In quasi tutti i casi, fsck è in grado di trovare e risolvere tutti i problemi strutturali e contrassegnare come puliti i filesystem.

In rare occasioni il danno al filesystem supera quanto fsck può correggere automaticamente. In questi casi fsck terminerà con un messaggio di errore che indica che sarà necessario usarlo in modalità interattiva per risolvere i problemi più gravi. In questi casi è probabile una perdita di dati. Prima di usare fsck in modalità interattiva, tentare di eseguire il backup di tutti i file critici spostandoli in un altro filesystem, oppure eseguendo il backup in un nastro, se una copia di backup ancora non esiste.

Per un esame più dettagliato dell’utilizzo di fsck per il ripristino dei filesystem, consultare le seguenti manpage:

  • fsck(1M)

  • fsck_cachefs(1M)

  • fsck_hfs(1M)

  • fsck_vxfs(1M)

Arresto anomalo / panico di HP-UX

Anche se raramente, i sistemi possono talvolta arrestarsi inaspettatamente da soli, un evento definito arresto anomalo o panico di sistema. Per una descrizione dettagliata di cosa fare in questi casi e per una spiegazione di che cosa avviene in seguito ad un arresto anomalo, consultare “Configurazione dei dispositivi di dumping”.

Modalità a utente singolo

Nei sistemi HP-UX è disponibile una particolare modalità operativa, chiamata modalità utente singolo. Quando il sistema è in modalità utente singolo è attiva solo la console, mentre molti sottosistemi di HP-UX non sono in esecuzione. Questa modalità è solitamente utilizzata per la manutenzione del sistema. Esistono due modi per portare il sistema in modalità utente singolo:

  1. Avviare il sistema in modalità utente singolo (per maggiori informazioni sull’avvio dei server Itanium nella modalità utente singolo, vedere “Avvio in modalità utente singolo”, oppure per informazioni sull’avvio dei server PA-RISC in modalità utente singolo, vedere “Avvio in modalità utente singolo”).

  2. Arrestare il sistema in modalità utente singolo da una modalità di esecuzione più alta (consultare “Arresto normale (pianificato)”).

Considerazioni speciali per l’arresto di alcuni sistemi

Nel mondo odierno dei computer in rete, persone che non sono utenti diretti del sistema potrebbero essere interessati dalla sua assenza dalla rete (quando è stato arrestato). Se il sistema svolge una delle seguenti funzioni, è necessario, quando si pianifica l’arresto, tenere in considerazione anche le conseguenze per gli utenti di altri sistemi e, se possibile, occorre avvisarli in anticipo che ne saranno interessati, in modo che siano preparati all'evento.

Server di posta

Se il sistema è un server di posta, riceve posta elettronica per conto degli utenti e spesso è anche il computer che gestisce la posta in uscita. Quando il sistema è spento, la posta in arrivo è solitamente trattenuta da altri computer nella rete, in attesa di poterla consegnare quando il sistema sarà nuovamente in linea. Se il computer rimane inattivo per molto tempo, è possibile che ai mittenti della posta elettronica destinata ad utenti del computer sia restituita la propria posta, come non consegnabile.

Naturalmente, gli utenti che ricevono posta elettronica attraverso il sistema non saranno in grado di farlo mentre questo è inattivo.

Server dei nomi

Se il computer è un server dei nomi – ad esempio, un server dei nomi DNS – è responsabile della traduzione degli alias di computer in indirizzi IP per i propri utenti e per coloro che hanno configurato i propri sistemi per usare il sistema come server dei nomi. Solitamente i sistemi sono configurati in modo tale da usare fonti multiple per le informazioni di scambio dei nomi, così, se il sistema è inattivo, per accedere a macchine remote finché il sistema non sarà nuovamente in linea potranno utilizzare un server dei nomi alternativo, un file hosts locale, oppure usare direttamente gli indirizzi IP.

È possibile configurare quali sistemi – o altre fonti – un computer userà per assegnare nomi di computer ad indirizzi IP modificando il file /etc/resolv.conf.

Gateway di rete

Se il computer opera come gateway di rete: cioè contiene più schede di rete ed è membro di più reti (sottoreti), l’assenza del computer dalla rete può avere delle conseguenze enormi sulle operazioni di rete. Un esempio è costituito dal computer server_file nella rete di esempio. Quando un computer di questo tipo è spento, i computer di una sottorete non potranno comunicare con quelli di altre sottoreti, a meno che esistano altri computer gateway in grado di gestire il traffico.

Pianificare con grande cura questi arresti ed accertarsi che gli utenti della rete siano avvertiti con il maggior anticipo possibile che non potranno comunicare con i computer in altre sottoreti.

SUGGERIMENTO: Se ci sono più sottoreti nella rete, provare quando possibile a fornire ridondanza all'interno della rete, in modo tale che sia possibile portare non in linea liberamente un computer, senza impedire il flusso del traffico di rete.

Server di file NFS

Se il computer è un server di file NFS, altri computer della rete potrebbero avere montati uno o più dei filesystem del computer nella loro struttura di directory. Quando il sistema è arrestato, i tentativi di accesso a file o directory del sistema da parte di utenti di altri sistemi risulteranno sospesi se i filesystem sono stati montati in modalità hardware, o restituiranno un errore se sono stati montati in modalità software. Dopo il riavvio del proprio sistema, i sistemi client potranno operare normalmente o restituire un messaggio di errore di handle di file non aggiornato. Se si verifica un errore di handle di file non aggiornato, prima che quei sistemi siano nuovamente in grado di accedere ai filesystem del computer sarà probabilmente necessario riavviare gli altri sistemi, una volta che il sistema sia di nuovo in linea.

La cosa migliore da fare consiste nell’avvisare gli amministratori dei sistemi che hanno eseguito il montaggio NFS di filesystem dal computer di eseguirne lo smontaggio prima dell’arresto del sistema. Così facendo, quando questo sarà nuovamente in linea dovranno semplicemente rimontare i filesystem NFS dal sistema. Non sarà necessario il riavvio degli altri sistemi.

Per ulteriori informazioni sulle opzioni di montaggio “hardware” e “software”, consultare la manpage mount_nfs(1m).

NOTA: Questo può produrre un effetto domino. Ad esempio, se il computer A ha eseguito il montaggio NFS di un filesystem dal computer B e il computer B deve essere riavviato perché ha eseguito il montaggio NFS di un altro filesystem dal computer C che è stato spento senza preavviso. È importante che l’amministratore del computer B avverta l'amministratore del computer A affinché smonti qualsiasi filesystem NFS montato dal computer B, oppure anche il computer A dovrà essere riavviato come conseguenza indiretta dell’arresto del computer C.

Client NFS

A condizione che i client NFS non operino anche da server NFS per altri computer – il computer B nella nota precedente opera sia come client che come server NFS – sarà possibile arrestarli senza che ne sia interessato il server NFS. Occorrerà semplicemente rimontare il filesystem dal server NFS quando il client NFS sarà stato riavviato. Questo probabilmente avverrà automaticamente durante la procedura di avvio.

Evitare un arresto quando possibile

Come descritto in precedenza, a volte è necessario un arresto normale e programmato. Ma, mano a mano che i periodi d’inattività del server diventano meno desiderati e accettati, in molti casi la funzionalità di aggiunta e di sostituzione in linea può servire ad evitare l’arresto di un server.

Aggiunta e sostituzione in linea di schede PCI (OLA/R)

Le caratteristiche di aggiunta e sostituzione in linea di schede PCI (OLA/R) di HP-UX consentono di sostituire una scheda di interfaccia difettosa o di aggiungere una nuova scheda d’interfaccia ad un sistema in esecuzione, senza alcuna conseguenza per gli utenti del sistema.

Per concetti e procedure dettagliati su OLA/R, consultare il volume Configuring HP-UX for Peripherals.

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