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Guida all'amministrazione di sistemi HP-UX: Operazioni abituali di gestione: HP-UX 11i versione 3 > Capitolo 3 Gestione dei sistemiBackup dei dati |
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Uno dei più importanti obiettivi dell'amministrazione di sistema è proteggere l'integrità di dati importanti contenuti in un sistema. Di ciò esistono vari aspetti; ad esempio, proteggere il sistema da intrusioni oppure dalla rimozione accidentale o deliberata dei dati. Le cause della perdita di dati possono essere numerose, ad esempio il guasto di un dispositivo, e numerosi sono gli strumenti che consentono il ripristino dei dati in caso di perdita della copia principale:
Questa sezione tratta il backup dei dati. Per ulteriori informazioni sugli altri metodi di protezione dei dati citati prima, vedere l'Appendice A. Esistono numerose utility per eseguire il backup dei dati in supporti non in linea (ad esempio, supporti ottici o nastri magnetici come le cartucce DLT). La Tabella 3-3 confronta numerose utility usate comunemente in base ai più importanti criteri di backup. Questa trattazione è centrata sulle procedure di backup e ripristino dei file di fbackup, OmniBack II, tar e cpio. È anche descritto anche il backup in linea dell’istantanea di un filesystem JFS. Per informazioni sulle altre utility di backup e ripristino, consultare anche HP-UX Reference: dump, ftio, pax, restore, rrestore, vxdump e vxrestore. In questa sezione si affrontano i seguenti argomenti: Quando si valuta quale supporto usare per eseguire il backup dei dati, prendere in considerazione:
Per stabilire il dispositivo di memorizzazione da usare per i backup, servirsi della Tabella 3-2: “Criteri per la scelta del supporto”. Questa tabella confronta i tipi di dispositivo supportati in relazione l'uno all'altro; non fornisce valori specifici. Per informazioni dettagliate, consultare la documentazione fornita con l'unità a nastro o disco per informazioni sulla capacità del supporto di memorizzazione. Tabella 3-2 Criteri per la scelta del supporto
Esistono numerosi metodi differenti di backup tra cui scegliere, in base alle esigenze di backup del sistema ed alle configurazioni del gruppo di lavoro. Alcuni metodi di backup consigliati sono: Se si sta eseguendo il backup di molti sistemi, il prodotto software HP OmniBack II può risultare particolarmente utile. HP Omniback II è più veloce di altri metodi di backup e supporta anche il backup senza operatore. Consente di centralizzare ed amministrare in modo efficace le procedure di backup. L’uso HP OmniBack II implica la configurazione di un server database e l’esecuzione del software HP OmniBack che dirige e registra la procedura di backup per i client. Per una descrizione dettagliata, consultare HP OpenView Omniback II Administrator’s Guide. La Tabella 3-3 mette a confronto più utility di backup HP-UX in base a procedure selezionate. Per i dettagli sui comandi specifici, consultare la manpage associata. Tabella 3-3 Confronto delle utility di backup/recupero di HP-UX
Per ripristinare il sistema dopo una perdita completa di dati, occorreranno le copie di:
Se il backup è eseguito usando il comando fbackup, occorre definire di quali directory e file eseguire il backup:
Per stabilire quanto i dati nel sistema siano per loro di vitale importanza, valutare le applicazioni in esecuzione nel sistema e le esigenze degli utenti. Prendere in considerazione:
Una volta identificato un elenco di file da includere e da escludere, decidere se eseguire il backup di tutti i file elencati – un backup completo – o solo dei file modificati o creati dopo l'ultima volta che è stato eseguito il backup di questo insieme di file – backup incrementale. Il livello di backup è un livello definito dall’utente e che identifica i vari gradi dei backup incrementali. Ad ogni livello di backup è associata un data, che indica quando è stato creato l’ultimo backup a quel livello. È possibile avere fino a dieci livelli di backup (da 0 a 9). Ad esempio, il livello 0 è il backup completo; il livello 1 esegue il backup dei file modificati dopo l'ultimo backup di livello 0; il livello 2 esegue il backup dei file modificati dopo l'ultimo backup di livello 1 e così via. Questo fa sorgere la domanda: “Come fa fbackup a sapere quando è stato creato il backup precedente?" Queste informazioni sono contenute nel file /var/adm/fbackupfiles/dates, un file che è aggiornato solo quando sono vere tutte le seguenti condizioni:
I livelli di backup sono una maniera di specificare i gradi variabili del backup incrementale. Ad esempio, supporre di volere configurare il seguente programma di backup:
Ci sono tre “strati” – o livelli – associati al programma precedente (il livello una volta al mese, il livello una volta alla settimana e il livello una volta al giorno). Il livello una volta al mese è un backup completo. Gli altri due sono backup incrementali. Il problema è come distinguere fra i due tipi di backup incrementale. Questo si ottiene con i livelli di backup. Il file /var/adm/fbackupfiles/dates contiene le informazioni di quando è stato eseguito l’ultimo backup ad ogni livello. Queste informazioni sono usate da fbackup, assieme alle registrazioni della data di modifica nei file stessi, per stabilire quali file nell’insieme specificato dovranno essere inclusi nel backup che è in via di creazione in quel momento. Come affermato precedentemente, è possibile avere fino a 10 livelli di backup. Quando è eseguito fbackup, è possibile indicare quali livelli usare. fbackup userà il livello indicato nel modo seguente:
Si supponga di volere i tre livelli di backup seguenti:
Esistono tre modi per implementare questi livelli: usare HP SMH, digitare il comando fbackup e specificare un livello di backup nella riga dei comandi, oppure automatizzare i comandi (consultare “Configurazione di un backup automatico pianificato”). La figura seguente illustra il numero dei livelli per implementare questo esempio.
Se avvenisse il danneggiamento dei dati giovedì 12, per ripristinare il sistema nello stato in cui si trovava mercoledì 11, eseguire le operazioni seguenti:
Per informazioni sui metodi e sui comandi effettivi per ripristinare questi nastri, consultare “Ripristino dei dati”. Il comando /usr/sbin/fbackup è l’utility di backup HP-UX consigliata. Il comando fbackup è in grado di:
Per usare il comando fbackup(1M):
Se è utilizzato il comando fbackup, all'inizio di ogni nastro sarà scritto un indice, che elenca tutti i file nel file grafico di cui si sta eseguendo il backup. Tuttavia, poiché l’indice è scritto prima dell’effettivo backup dei file, eliminando un file dopo la scrittura dell’indice ma prima di eseguire il backup dei file nel nastro – oppure si verifica qualcosa che impedisce il backup – l’indice non sarà totalmente preciso. Indicando a fbackup di creare un file indice in linea – con l’opzione -I – il file sarà creato dopo aver completato backup. Perciò, l’unico indice che sarà preciso sarà quello in linea, prodotto dopo che è stato scritto l'ultimo volume (l’indice creato usando l’opzione fbackup -I). Inoltre, fbackup suppone che tutti i file rimanenti di cui eseguire il backup saranno contenuti nel nastro corrente secondo l'indice contenuto in quel supporto. Perciò, se non è stata usata l'opzione -I con fbackup o il file indice non è stato rimosso, estrarre un indice dall'ultimo supporto dell'insieme. Usare l’utility /usr/sbin/frecover per elencare il contenuto dell’indice all’inizio di un volume di backup creato con fbackup. Ad esempio, il comando frecover -I /tmp/index2 -f /dev/rmt/0m specifica che il file di dispositivo del nastro magnetico è /dev/rmt/0m e si desidera collocare l'elenco dell'indice nel file /tmp/index2. Quando è eseguito il backup di file montati nel sistema con NFS, fbackup potrà eseguire il backup solo dei file con autorizzazione di lettura “altri utenti”, a meno che si abbiano i privilegi di superutente. (Per ripristinare i file, sarà necessaria l’autorizzazione di scrittura “altri utenti”.) Per assicurarsi di avere le autorizzazioni corrette, eseguire l’accesso come superutente nel server di file NFS ed usare l'opzione root= del comando /usr/sbin/exportfs per condividere le autorizzazioni, quindi eseguire il backup come root. Per maggiori informazioni, consultare share(1M) e NFS Administrator’s Guide. Ecco una serie di esempi che mostrano vari di modi di utilizzo di fbackup. Esempio: backup in un nastro DDS (DAT)Per questo esempio, si desidera eseguire un backup completo e non ci si preoccupa di futuri backup incrementali. Perciò, non occorre specificare un livello di backup, né occorre usare l'opzione -u per aggiornare il file dates. È possibile anche specificare “level 0” per indicare un backup completo. Esempio: backup in un nastro DLT(Si prevede di eseguire in futuro il backup incrementale.) Questo esempio eseguirà il backup dell'intera struttura, ad eccezione della directory fatture. Il file di dispositivo per questo esempio è /dev/rmt/1h, specificato usando l’opzione -f. Per questo esempio, occorre pianificare il backup incrementale (esempio successivo), perciò sono necessarie tre cose:
Dato che questo sarà un backup completo, sarà utilizzato il livello di backup 0. Andrebbe bene qualsiasi livello di backup, a condizione che sia il più basso livello di backup in uso. Per i dettagli su come i livelli di backup sono interpretati da fbackup, consultare “Livelli di backup”. Il file di grafici per questo esempio sarà /var/adm/fbackupfiles/graphs/g1 ed il suo contenuto sarà:
Il comando fbackup per ottenere il risultato precedente è:
Esempio: backup incrementale in un nastro DLTQuesto esempio è un’estensione del precedente. Tutte le caratteristiche dell’esempio precedente rimarranno le stesse, tranne per il fatto che questo sarà un backup incrementale eseguito in un momento successivo rispetto a quello dell'esempio precedente. Sarà utilizzato il livello di backup 5. Il numero esatto non è importante, a condizione che sia più elevato del livello usato nell’esempio precedente. Per i dettagli su come i livelli di backup sono interpretati da fbackup, consultare “Livelli di backup”.
Esempio: backup in due dispositiviQuesto esempio mostra come sia possibile specificare più di un dispositivo per la ricezione dell'output di fbackup. Quando si specifica più di un dispositivo, il secondo sarà utilizzato dopo il riempimento del supporto nel primo dispositivo. Se il supporto nel primo dispositivo si riempie ed i dati rimanenti di cui eseguire il backup potranno essere contenuti nel supporto del secondo dispositivo, sarà possibile un backup senza operatore. Con un solo dispositivo, in questa situazione sarebbe necessario la sostituzione del supporto. Sempre in questo esempio, sarà creato il file indice /tmp/index. Un indice è scritto all’inizio di ogni nastro, con l'elenco di tutti i file nel "grafico" specificato di cui eseguire il backup. Tuttavia, eliminando un file dopo che l'indice è stato scritto, ma prima che sia stato eseguito il backup del file nel nastro – oppure se accade qualcos'altro che ne impedisce l’esecuzione – l’indice non sarà totalmente preciso. Se si indica a fbackup di creare un file indice in linea (usando l’opzione -I), il file sarà creato dopo il completamento del backup. Il file indice in linea sarà quindi totalmente preciso rispetto a quali file sono presenti in ogni volume del backup. Ad esempio, per eseguire il backup di ogni file dell’intero sistema in due unità a nastro magnetico, rappresentate dai file di dispositivo /dev/rmt/0m e /dev/rmt/1m, digitare:
Normalmente, entrambe le unità a nastro saranno utilizzate nella stessa modalità di densità del nastro. Se si amministra un gruppo di lavoro, è probabile che solo alcuni dei sistemi del gruppo di lavoro dispongano di dispositivi di memorizzazione, come unità a nastro o unità a dischi ottici, collegate a livello locale. In tal caso, sarà necessario eseguire backup remoti. Per eseguire un backup remoto usando fbackup, digitare:
Per informazioni sul ripristino remoto di file usando il comando frecover, consultare “Ripristino dei dati”.
Se il percorso relativo è root (/), sarà necessario eseguire un backup completo. Il file /tmp/index è il file indice del backup. L’opzione -v fa sì che l’output sia scritto in stderr. Notare che cpio attraverso la rete non supporta nastri multipli. Per eseguire un backup remoto usando tar, digitare:
Per informazioni sul ripristino remoto di file usando il comando tar, consultare “Ripristino dei dati”. Se possibile, usare HP SMH per pianificare un backup automatico. Se sono utilizzati i comandi di HP-UX, è possibile automatizzare la procedura di backup usando l’utility crontab, utilizzata con cron, lo strumento di pianificazione dei processi di HP-UX. Per i dettagli, vedere cron(1M) e crontab(1). Per specificare un file di input contenente le informazioni sulle procedure di backup che si intende automatizzare, usare l'utility crontab. L’utility crontab consente di specificare un file di input contenente la data, l’ora e le stringhe di esecuzione delle procedure di backup – processi – da automatizzare. Questo file – l’input dell’utility crontab – contiene delle righe con sei campi obbligatori ciascuna. I campi sono separati da spazi o tabulazioni. Ogni voce di questo file ha il seguente formato: minuti ora data mese giorno stringa_di_esecuzione
Quindi, per pianificare l’esecuzione del comando ps – consultare ps(1) – alle 17:10 di ogni venerdì e lunedì di giugno, luglio e agosto, nel file di input di crontab sarà necessaria la riga seguente:
Quando è utilizzato crontab, indirizzare ad un file l’output normalmente inviato al terminale. In questo esempio, 2>&1 indirizza qualsiasi messaggio di errore nel file psfile. Un esempio di strategia di backup può consistere in un backup completo – eseguito una volta al mese – ed in un backup incrementale giornaliero. Ipotizzare che i backup dovranno essere eseguiti alle 4:03 e che il supporto sia il nastro DDS (DAT). Il seguente file crontab implementa la strategia di backup dell’esempio:
Nell’esempio precedente back_incr e back_comp sono script della shell di esempio. Accertarsi di impostare correttamente la variabile PATH o di usare i percorsi completi di qualsiasi script da inserire nel file di input di crontab. È possibile utilizzare script come questi per:
È possibile specificare l’indirizzamento dell’output nel file di input di crontab, oppure nello script contenuto nel file di input di crontab.
Per elencare i processi correntemente pianificati, digitare:
Sarà così visualizzato il contenuto del file di input di crontab attivato. Prima di attivare un nuovo file di input di crontab, occorre visualizzare i processi correntemente pianificati (consultare “Visualizzazione della pianificazione di backup automatico”). Prendere in considerazione l'ipotesi di aggiungere questi processi al file di input di crontab. Per attivare tutti i processi definiti nel file di input di crontab ed eliminare tutti i processi precedentemente pianificati non definiti nel proprio file di input di crontab, digitare:
Dopo l’attivazione del backup di crontab, accertarsi che:
Se si sta eseguendo LVM, occorre mantenere i file di configurazione del backup per ogni gruppo di volumi. Dopo aver apportato le modifiche alla configurazione dei dischi, o dei volumi logici, in un dato gruppo di volumi, il comando vgcfgbackup sarà eseguito automaticamente per registrare la configurazione del gruppo (vgcfgbackup salva la configurazione di ogni gruppo di volumi in /etc/lvmconf/nome_gruppo_volumi.conf). Per assicurare il ripristino delle informazioni LVM in seguito al danneggiamento di un disco, sarà necessario eseguire il backup sia della directory /dev sia della directory /usr. Includere la directory /usr nel gruppo di volumi di root durante il backup. Se, tuttavia, la directory /usr non faceva originariamente parte del gruppo di volumi di root, sarà ancora possibile creare un nuovo volume logico nel gruppo di volumi di root e spostare al suo interno la directory /usr. Per informazioni sul salvataggio delle informazioni di configurazione dei gruppi di volumi usando vgcfgbackup, vedere Guida all'amministrazione di sistemi HP-UX: Gestione dei volumi logici. Si definisce file di grande dimensione un file superiore a 2 GB. Per maggiori informazioni, consultare HP-UX Large Files White Paper Version 1.4. Le seguenti utility di backup eseguiranno il backup di file di grande dimensione. Nessuno dei precedenti comandi richiede l'intervento dell'utente per eseguire il backup di file di grande dimensione. Le seguenti utility di backup non supportano i file di grande dimensione:
I tentativi di eseguire il backup di file di dimensione superiore a 2 GB usando le utility precedenti non andranno a buon fine. Se è utilizzato fbackup per eseguire il backup di file di grande dimensione (> 2 GB), quei file potranno essere ripristinati solo in un filesystem che li supporta. Ad esempio, ipotizzare di eseguire il backup di un filesystem contenente file di grande dimensione; non sarà possibile ripristinare quei file in un filesystem non abilitato per i file di grande dimensione. Se un backup contiene file di grande dimensione e si tenta di ripristinare i file in in filesystem che non li supporta, i file di grande dimensione saranno ignorati.
Journaled File System (JFS) consente di eseguire i backup senza dover portare non in linea il filesystem. È possibile riuscirci creando un'istantanea del filesystem, un'immagine di sola lettura in un determinato momento. Il filesystem primario rimarrà in linea e continuerà a cambiare. Una volta creata l'istantanea, se ne esegue il backup con qualsiasi utility di backup, ad eccezione di dump.
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