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Gestione di sistemi e gruppi di lavoro: Guida per gli amministratori di sistema HP-UX > Capitolo 2 Pianificazione di
un gruppo di lavoroImpostazione della strategia di gestione dei dischi |
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Questa sezione si occupa di:
Leggere queste linee guida insieme con “Distribuzione delle applicazioni e dei dati”.
Come per la memoria, la semplice risposta alla domanda, “Quanta capacità disco occorre acquistare?” è “Tanta quanta sia possibile permettersene.” È quasi possibile esser sicuri che, per quanta capacità sia possibile acquistare ora, i propri utenti e le loro applicazioni troveranno un modo per esaurirla entro un anno. Comunque, occorre pianificare. Anche se si sta equipaggiando il proprio gruppo di lavoro partendo da zero ed il gruppo di utenti deve essere formato anch’esso dal nulla, è probabile che il lavoro che il gruppo svolgerà non sia stato appena inventato; in qualche posto nella propria società si sta svolgendo lo stesso lavoro simile ed è da lì che occorre partire.
Le risposte a queste domande forniranno un punto di partenza per stabilire quanto spazio su disco consentire nei volumi non di “sistema” dei propri file server e server delle applicazioni, cioè, nelle directory delle applicazioni (/opt), di lavoro, della posta ed home directory e nei volumi database. Non sarà dannoso consentire il 100% di crescita nel primo anno in tali directory (o più di ciò se non si pianifica di controllare la crescita delle directory degli utenti con le quote disco; consultare “Gestione dell’uso dello spazio su disco con quote”). Nel corso dell’anno è possibile monitorare la crescita reale e pianificare gli acquisti extra di conseguenza. Non esiste un modo standard per stimare lo scambio, tranne che lo scambio deve essere almeno uguale alla memoria del sistema locale. Ciò potrebbe essere sufficiente per i client; quasi sicuramente non lo sarà per i server. “Gestione dello scambio e della copiatura” fornisce alcune linee guida per stimare le necessità di scambio, ma spesso non esiste un sostituto per eseguire le applicazioni e vedere cosa accade. EsempioEcco ciò che abbiamo fatto per riuscire a capire quanto scambio utilizzerebbero gli strumenti per sviluppare questo documento. Abbiamo avviato una workstation (un HP9000 715 che esegue HP-UX 10.01 con 96MB di RAM), avviato VUE, aperto una finestra, poi avviato tutte le applicazioni una dopo l’altra, usando swapinfo(1M) per verificare ogni volta l’utilizzo dello scambio.
Eseguire HP-UX al livello di esecuzione 3 occupa 19-20 MB di scambio riservato. Effettuare la transizione al livello di esecuzione 4 ed aprire una finestra VUE ha portato a 39-40 MB di spazio riservato; ciò è illustrato nella prima fila della tabella; le file successive illustrano ciò che è accaduto all’avvio delle applicazioni. I totali nella colonna a destra sono cumulativi. Tabella 2-2 Campionatura dell’utilizzo dello scambio
Abbiamo ripetuto l’esperimento su un altro sistema più piccolo (32 MB di RAM) ed abbiamo ottenuto risultati simili, giungendo alla conclusione che ad una workstation che esegue queste applicazioni a livello locale occorrono circa 30 MB di scambio disponibili, per un minimo di scambio configurato di 70 MB. Nella nostra situazione particolare, dato che all’epoca non disponevamo di un server delle applicazioni potente e che avevamo varie workstation di moderata potenza, abbiamo deciso che per noi aveva senso importare queste applicazioni sulle workstation (attraverso montaggio NFS dal nostro file server) e, di conseguenza, abbiamo aggiunto scambio di file system a quei sistemi che sembravano averne bisogno. Se si dovesse effettuare un simile esperimento su un server delle applicazioni multiutente, occorrerebbe eseguire tante copie di ogni applicazione per quante se ne dovessero eseguire in realtà nelle ore di picco ed occorrerebbe ragionare in modo di gran lunga più semplice di quanto non si farebbe dal punto di vista delle funzioni delle applicazioni realizzare e della frequenza e complessità dei campioni. Una workstation necessita di spazio sul disco locale sufficiente a conservare il sistema operativo, più scambio sufficiente per il gestore dello spazio di lavoro e qualsiasi applicazione che sarà eseguita a livello locale. Pianificare di fornire ad ogni workstation un disco di almeno 1 GB. Entrambe le workstation HP-UX ed NT potrebbero essere in grado di farcela con 500 MB, ma a stento, in particolare se alcune applicazioni di dimensioni notevoli stanno eseguendo a livello locale (attraverso NFS o dal disco locale); consultare “Scambio”. Questa sezione fornisce un breve riassunto degli strumenti di gestione del disco che HP-UX fornisce; per i dettagli, consultare Capitolo 6, “Amministrazione di un sistema: Gestione di dischi e file”. LVM è il metodo di gestione del disco più comune per le versioni attuali di HP-UX su tutte le piattaforme. A partire dalla release 10.20, è il default sui sistemi Serie 800 (tranne quelli installati con un disco di root inferiori ad 1 GB), ed è richiesto sui sistemi Serie 700 il cui disco di root è superiore a 2 GB. LVM divide il disco allo stesso modo delle “partizioni hard” implementate con le versioni precedenti di HP-UX per i sistemi, ma i volumi logici sono di gran lunga più semplici da configurare delle partizioni e possono essere distribuiti su due o più dischi. Questi due attributi fanno di LVM uno strumento molto più potente e flessibile che le partizioni hard. Il VERITAS Volume Manager fornisce gestione del disco in linea alternativa sui prodotti HP Logical Volume Manager ed HP MirrorDisk/UX. Il VERITAS Volume Manager è incluso sul CD delle applicazioni di HP-UX 11i e, a partire dalla release di Settembre 2002 di HP-UX 11i versione 1, VxVM è incluso negli ambienti operativi e consente la gestione del volume di root VxVM. Con la gestione del volume di root VxVM, è possibile scegliere di configurare il volume di root durante l’installazione con Ignite-UX, o usare gli strumenti di conversione installati con VxVM per configurare il volume di root in una fase successiva. Per ulteriori informazioni e dettagli, leggere Guida di installazione ed aggiornamento di HP-UX 11i ed i documenti di VERITAS Volume Manager 3.5:
Per informazioni aggiuntive sulle altre versioni di VERITAS Volume Manager, consultare “VERITAS Volume Manager and File System” presso il sito web della documentazione HP-UX di HP: http://docs.hp.com/hpux/os/11i/index.html#VERITAS%20Volume%20Manager%20and%20File%20System
L’alternativa ad LVM è la gestione a “disco intero”, che, così come si deduce dal nome, tratta il disco come un’unica unità. Vantaggi di un Logical Volume Manager:
Svantaggi di LVM:
Di certo, occorre usare LVM sui file server e sui server delle applicazioni; sulle workstation dotate di un unico disco, usato soltanto per memorizzare il sistema operativo e per lo scambio, LVM non è necessario, sebbene si possa scegliere di implementarlo comunque a scopo di uniformità, o perché si prevede di aggiungere altri dischi ad alcune workstation nel corso del tempo. Il mirroring del disco è disponibile soltanto con LVM. Consultare “Logical Volume Manager (LVM)”. Il mirroring del disco consente di mantenere una copia dal vivo di qualsiasi volume logico; i dati contenuti in tale volume subiscono in effetti un backup continuo. Il mirroring rigoroso si assicura che la copia speculare sia su un disco a parte (nello stesso gruppo di volumi). Il mirroring del disco presenta il vantaggio ovvio di aumentare la protezione dei dati e la disponibilità del sistema e l’altrettanto ovvio svantaggio di consumare il doppio dello spazio su disco (o tante volte per quante sono le copie speculari). Usare il mirroring del disco per i dati volatili e mission-critical; non occorre eseguire la copia speculare dei volumi contenenti il software statico tipo il sistema operativo. Lo striping del disco è disponibile soltanto con LVM. Consultare “Logical Volume Manager (LVM)”. Lo striping del disco distribuisce in modo logico blocchi di dati contigui (ad esempio, porzioni dello stesso file) su dischi multipli. Ciò accelera la velocità effettiva I/O per i file di grandi dimensioni quando vengono letti e scritti in sequenza (ma non necessariamente quando l’accesso è casuale). Lo svantaggio dello striping del disco è che la perdita di un solo disco può avere come conseguenza il danneggiamento di molti file, dato che i file sono di proposito “spalmati” pezzo per pezzo su due o più dischi. Considerare di usare lo striping del disco sui file system in cui sono memorizzati file di grandi dimensioni, se tali file di solito vengono letti e scritti in sequenza e le prestazioni I/O sono importanti. |
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