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Gestione di sistemi e gruppi di lavoro: Guida per gli amministratori di sistema HP-UX > Capitolo 2 Pianificazione di un gruppo di lavoro

Impostazione della strategia di gestione dei dischi

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Questa sezione si occupa di:

Distribuzione dei dischi

Leggere queste linee guida insieme con “Distribuzione delle applicazioni e dei dati”.

  • Concentrare la capacità del file system sui file server ed i server delle applicazioni.

    Un gruppo di lavoro in cui ogni sistema è autosufficiente è l’incubo degli amministratori. Il desktop non è il luogo migliore in cui memorizzare:

    • Applicazioni (a meno che l’utente non si assuma la responsabilità esplicita della loro manutenzione).

    • Dati (tranne i dati dei quali non occorra eseguire il backup).

  • Assicurarsi che ogni workstation disponga di un disco locale.

    Perfino un client “diskless” ha bisogno di spazio su disco sufficiente per lo scambio a livello locale. NFS Diskless (disponibile su alcuni sistemi 10.x) consente ai client di scambiare sui dischi di un server, ma le prestazioni probabilmente non saranno accettabili.

  • Teoricamente, collocare i dati e le applicazioni su server separati, in modo che la CPU del file server sia occupata principalmente nell’elaborazione delle richieste NFS, mentre il server delle applicazioni esegue le applicazioni.

Pianificazione delle capacità

Come per la memoria, la semplice risposta alla domanda, “Quanta capacità disco occorre acquistare?” è “Tanta quanta sia possibile permettersene.” È quasi possibile esser sicuri che, per quanta capacità sia possibile acquistare ora, i propri utenti e le loro applicazioni troveranno un modo per esaurirla entro un anno.

Comunque, occorre pianificare. Anche se si sta equipaggiando il proprio gruppo di lavoro partendo da zero ed il gruppo di utenti deve essere formato anch’esso dal nulla, è probabile che il lavoro che il gruppo svolgerà non sia stato appena inventato; in qualche posto nella propria società si sta svolgendo lo stesso lavoro simile ed è da lì che occorre partire.

File server e server delle applicazioni

File system e database
  • Quali applicazioni usano attualmente i propri utenti, o, se si tratta di un progetto di avvio, quali applicazioni occorre usare per procedure comparative da parte di circa lo stesso numero di utenti?

  • Quanto spazio su disco devono usare le applicazioni stesse?

  • Quanto spazio su disco devono usare le directory di dati lette e scritte dalle applicazioni?

  • Quanto spazio consumano attualmente i propri utenti (o utenti comparabili) nelle loro home directory e directory della posta?

Le risposte a queste domande forniranno un punto di partenza per stabilire quanto spazio su disco consentire nei volumi non di “sistema” dei propri file server e server delle applicazioni, cioè, nelle directory delle applicazioni (/opt), di lavoro, della posta ed home directory e nei volumi database.

Non sarà dannoso consentire il 100% di crescita nel primo anno in tali directory (o più di ciò se non si pianifica di controllare la crescita delle directory degli utenti con le quote disco; consultare “Gestione dell’uso dello spazio su disco con quote”). Nel corso dell’anno è possibile monitorare la crescita reale e pianificare gli acquisti extra di conseguenza.

Scambio

Non esiste un modo standard per stimare lo scambio, tranne che lo scambio deve essere almeno uguale alla memoria del sistema locale. Ciò potrebbe essere sufficiente per i client; quasi sicuramente non lo sarà per i server.

“Gestione dello scambio e della copiatura” fornisce alcune linee guida per stimare le necessità di scambio, ma spesso non esiste un sostituto per eseguire le applicazioni e vedere cosa accade.

Esempio

Ecco ciò che abbiamo fatto per riuscire a capire quanto scambio utilizzerebbero gli strumenti per sviluppare questo documento.

Abbiamo avviato una workstation (un HP9000 715 che esegue HP-UX 10.01 con 96MB di RAM), avviato VUE, aperto una finestra, poi avviato tutte le applicazioni una dopo l’altra, usando swapinfo(1M) per verificare ogni volta l’utilizzo dello scambio.

ATTENZIONE: I numeri che seguono rappresentano ciò che è accaduto su un dato sistema in un dato giorno; li registriamo soltanto per illustrare il metodo. Essi non definiscono in alcun modo le prestazioni del prodotto o di HP-UX.

Eseguire HP-UX al livello di esecuzione 3 occupa 19-20 MB di scambio riservato. Effettuare la transizione al livello di esecuzione 4 ed aprire una finestra VUE ha portato a 39-40 MB di spazio riservato; ciò è illustrato nella prima fila della tabella; le file successive illustrano ciò che è accaduto all’avvio delle applicazioni. I totali nella colonna a destra sono cumulativi.

Tabella 2-2 Campionatura dell’utilizzo dello scambio

Eseguire...Riservati/usati al momento della creazione (MB)AttivitàMB riservati/usati aggiuntiviTotale
HP-UX/VUE39-400Aprire 1 finestra  39-40
FrameMaker100Aprire documento1253
emacs20   55
Browser DynaText40Aprire manuale1060
Netscape60Caricare grafico1067
 

Abbiamo ripetuto l’esperimento su un altro sistema più piccolo (32 MB di RAM) ed abbiamo ottenuto risultati simili, giungendo alla conclusione che ad una workstation che esegue queste applicazioni a livello locale occorrono circa 30 MB di scambio disponibili, per un minimo di scambio configurato di 70 MB.

Nella nostra situazione particolare, dato che all’epoca non disponevamo di un server delle applicazioni potente e che avevamo varie workstation di moderata potenza, abbiamo deciso che per noi aveva senso importare queste applicazioni sulle workstation (attraverso montaggio NFS dal nostro file server) e, di conseguenza, abbiamo aggiunto scambio di file system a quei sistemi che sembravano averne bisogno.

Se si dovesse effettuare un simile esperimento su un server delle applicazioni multiutente, occorrerebbe eseguire tante copie di ogni applicazione per quante se ne dovessero eseguire in realtà nelle ore di picco ed occorrerebbe ragionare in modo di gran lunga più semplice di quanto non si farebbe dal punto di vista delle funzioni delle applicazioni realizzare e della frequenza e complessità dei campioni.

Workstation

Una workstation necessita di spazio sul disco locale sufficiente a conservare il sistema operativo, più scambio sufficiente per il gestore dello spazio di lavoro e qualsiasi applicazione che sarà eseguita a livello locale.

Pianificare di fornire ad ogni workstation un disco di almeno 1 GB. Entrambe le workstation HP-UX ed NT potrebbero essere in grado di farcela con 500 MB, ma a stento, in particolare se alcune applicazioni di dimensioni notevoli stanno eseguendo a livello locale (attraverso NFS o dal disco locale); consultare “Scambio”.

Strumenti di gestione del disco

Questa sezione fornisce un breve riassunto degli strumenti di gestione del disco che HP-UX fornisce; per i dettagli, consultare Capitolo 6, “Amministrazione di un sistema: Gestione di dischi e file”.

Logical Volume Manager (LVM)

LVM è il metodo di gestione del disco più comune per le versioni attuali di HP-UX su tutte le piattaforme. A partire dalla release 10.20, è il default sui sistemi Serie 800 (tranne quelli installati con un disco di root inferiori ad 1 GB), ed è richiesto sui sistemi Serie 700 il cui disco di root è superiore a 2 GB.

LVM divide il disco allo stesso modo delle “partizioni hard” implementate con le versioni precedenti di HP-UX per i sistemi, ma i volumi logici sono di gran lunga più semplici da configurare delle partizioni e possono essere distribuiti su due o più dischi. Questi due attributi fanno di LVM uno strumento molto più potente e flessibile che le partizioni hard.

VERITAS Volume Manager (VxVM)

Il VERITAS Volume Manager fornisce gestione del disco in linea alternativa sui prodotti HP Logical Volume Manager ed HP MirrorDisk/UX. Il VERITAS Volume Manager è incluso sul CD delle applicazioni di HP-UX 11i e, a partire dalla release di Settembre 2002 di HP-UX 11i versione 1, VxVM è incluso negli ambienti operativi e consente la gestione del volume di root VxVM. Con la gestione del volume di root VxVM, è possibile scegliere di configurare il volume di root durante l’installazione con Ignite-UX, o usare gli strumenti di conversione installati con VxVM per configurare il volume di root in una fase successiva. Per ulteriori informazioni e dettagli, leggere Guida di installazione ed aggiornamento di HP-UX 11i ed i documenti di VERITAS Volume Manager 3.5:

  • VERITAS Volume Manager 3.5 Installation Guide

  • VERITAS Volume Manager 3.5 Migration Guide

  • VERITAS Volume Manager 3.5 Release Notes

  • VERITAS Volume Manager 3.5 Administrator’s Guide

  • VERITAS Volume Manager 3.5 Hardware Notes

  • VERITAS Volume Manager 3.5 Troubleshooting Guide

  • VERITAS Volume Manager 3.5 User’s Guide - VERITAS Enterprise Administrator

Per informazioni aggiuntive sulle altre versioni di VERITAS Volume Manager, consultare “VERITAS Volume Manager and File System” presso il sito web della documentazione HP-UX di HP:

http://docs.hp.com/hpux/os/11i/index.html#VERITAS%20Volume%20Manager%20and%20File%20System

IMPORTANTE: Prima di prendere in considerazione di impostare il volume di root su VxVM, assicurarsi di leggere le VERITAS Volume Manager 3.5 Release Notes e la VERITAS Volume Manager 3.5 Migration Guide alla pagina http://docs.hp.com per avere maggiori informazioni e dettagli su VxVM e la gestione del volume di root.

Disco intero

L’alternativa ad LVM è la gestione a “disco intero”, che, così come si deduce dal nome, tratta il disco come un’unica unità.

Occorre usare un Logical Volume Manager o il Disco intero?

Vantaggi di un Logical Volume Manager:

  • I volumi logici possono spaziare su dischi multipli:

    • I file system (ed i singoli file) possono essere più grandi di un unico disco fisico.

    • Un volume logico può essere piccolo o grande a seconda della necessità del file system montato su di esso.

    • Non occorre sprecare spazio: piccole porzioni di spazio inutilizzato provenienti da vari dischi possono essere combinate per creare un volume utilizzabile.

  • È possibile estendere un file system senza doverlo ricostruire.

    • Ridurre un file system è più complesso, ma è anche relativamente indolore.

Svantaggi di LVM:

  • Complessità.

    LVM è uno strumento sofisticato; come tale, occorre del tempo per apprenderlo, richiede manutenzione (occorre eseguire il backup delle informazioni sulla configurazione) e le cose possono andar male (se le informazioni sulla configurazione vanno perdute o si corrompono, potrebbe non esservi alcun modo per accedere ai dati reali sul disco, anche se i dati in sé stessi sono intatti).

    Ma, la propria configurazione di LVM viene automaticamente salvata in backup ogni volta che la si modifica (in /etc/lvmconf) e “Mirroring del disco” fornisce un’assicurazione contro la perdita dei dati che non è possibile con il metodo a “disco intero”.

Di certo, occorre usare LVM sui file server e sui server delle applicazioni; sulle workstation dotate di un unico disco, usato soltanto per memorizzare il sistema operativo e per lo scambio, LVM non è necessario, sebbene si possa scegliere di implementarlo comunque a scopo di uniformità, o perché si prevede di aggiungere altri dischi ad alcune workstation nel corso del tempo.

Mirroring del disco

Il mirroring del disco è disponibile soltanto con LVM. Consultare “Logical Volume Manager (LVM)”.

Il mirroring del disco consente di mantenere una copia dal vivo di qualsiasi volume logico; i dati contenuti in tale volume subiscono in effetti un backup continuo. Il mirroring rigoroso si assicura che la copia speculare sia su un disco a parte (nello stesso gruppo di volumi).

Il mirroring del disco presenta il vantaggio ovvio di aumentare la protezione dei dati e la disponibilità del sistema e l’altrettanto ovvio svantaggio di consumare il doppio dello spazio su disco (o tante volte per quante sono le copie speculari). Usare il mirroring del disco per i dati volatili e mission-critical; non occorre eseguire la copia speculare dei volumi contenenti il software statico tipo il sistema operativo.

Striping del disco

Lo striping del disco è disponibile soltanto con LVM. Consultare “Logical Volume Manager (LVM)”.

Lo striping del disco distribuisce in modo logico blocchi di dati contigui (ad esempio, porzioni dello stesso file) su dischi multipli. Ciò accelera la velocità effettiva I/O per i file di grandi dimensioni quando vengono letti e scritti in sequenza (ma non necessariamente quando l’accesso è casuale).

Lo svantaggio dello striping del disco è che la perdita di un solo disco può avere come conseguenza il danneggiamento di molti file, dato che i file sono di proposito “spalmati” pezzo per pezzo su due o più dischi.

Considerare di usare lo striping del disco sui file system in cui sono memorizzati file di grandi dimensioni, se tali file di solito vengono letti e scritti in sequenza e le prestazioni I/O sono importanti.

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