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Gestione di sistemi e gruppi di lavoro: Guida per gli amministratori di sistema HP-UX > Capitolo 2 Pianificazione di
un gruppo di lavoroPianificazione della configurazione della stampante |
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Questa sezione contiene informazioni concettuali su due approcci per la gestione delle stampanti.
Per le procedure per configurare ed amministrare la configurazione della stampante, consultare: I seguenti sono link ai concetti di gestione della stampa sullo spooler LP: Il Sistema di spooling della stampante in linea (spooler LP ) è un set di programmi, script della shell e directory che controlla le stampanti ed il flusso dei dati loro inviati.
Per comprendere lo spooler LP, occorre pensarlo come un impianto idraulico, come illustrato nella Figura 2-2, “Schema dell’impianto idraulico dello spooler della stampante in linea ”. I dati da stampare entrano nell’impianto come “acqua”. Le directory di richiesta (code di stampa) servono da serbatoi di deposito temporanei per le richieste di stampa fino a che non sono inviate ad una stampante per essere stampate. La directory di richiesta e la stampante controllano il flusso delle richieste di stampa.
L’accettazione, il rifiuto, l’abilitazione e la disabilitazione delle richieste di stampa controllano i dati attraverso lo spooler LP così come farebbero le valvole con il flusso dell’acqua in un vero impianto idraulico. Gli script di interfaccia (scritti come script della shell) vicino alla fine del flusso dei dati servono da pompa che “pompa” un flusso di dati ordinato alle stampanti. Lo scheduler della stampante in linea (denominato lpsched) controlla l’instradamento delle richieste di stampa alle stampanti. Funziona come un controller di flusso automatizzato nell’impianto “idraulico” instradando le richieste di stampa alle stampanti fisiche secondo il principio del ‘first in, first out’ o della priorità. lpsched consente la stampa dei file su una stampante specifica o una classe di stampanti. Evita il mescolamento degli elenchi (cioè, il mescolamento delle pagine stampate provenienti da diverse richieste di stampa). lpsched monitora anche le priorità della stampante/lavori di stampa, regola lo stato della stampante e registra le attività dello spooler LP. Se lo “scarico di una stampante si ottura”, è possibile reindirizzare una richiesta di stampa da quella stampante ad un’altra usando il comando lpmove. I dati indesiderati possono essere “eliminati” dall’impianto di esecuzione dello spooling con il comando cancel. È anche possibile inviare richieste di stampa ad una stampante configurata su un sistema remoto, usando lo spooling remoto. Quando si usa lo spooling remoto, uno script della shell (“pompa”) invia i dati ad un sistema remoto attraverso il comando rlp. Un programma di spooling remoto denominato rlpdaemon, in esecuzione sul sistema remoto, riceve i dati e li dirige nello spooler LP del sistema remoto. Il programma rlpdaemon esegue anche sul proprio sistema locale per ricevere richieste dai sistemi remoti. Lo spooling remoto si realizza mediante la comunicazione tra lo spooler locale e lo spooler remoto. Se alcuni dei sistemi hanno stampanti configurate ed altre no, ma tutti i sistemi sono collegati in rete da una LAN, è possibile far condividere ai sistemi l’uso delle stampanti disponibili. Per fare ciò, configurare gli spooler LP dei sistemi privi di stampanti per l’invio automatico dei lavori di stampa attraverso la LAN allo spooler LP del sistema dotato di stampante. Il programma rlpdaemon esegue nel background del sistema della stampante, monitorando il traffico LAN entrante per tutte le richieste di stampa provenienti da altri sistemi. Quando tali richieste arrivano, il programma rlpdaemon le sottopone al suo spooler LP locale per conto dell’utente remoto. Oltre a gestire richieste di stampa remote, rlpdaemon gestisce richieste di annullamento e di stato provenienti da sistemi remoti, usando script di interfaccia speciali molto simili a script di interfaccia della stampante. Quando si configura una stampante di spooling remoto,
La configurazione di una stampante remota nel proprio spooler LP richiede che si forniscano le seguenti informazioni aggiuntive oltre a ciò che si fornisce per configurare una stampante locale.
Per configurare l’esecuzione dello spool remoto, consultare “Aggiunta di una stampante remota allo spooler LP”. I file modello della stampante sono necessari nelle seguenti procedure: Quando si configura la stampante nello spooler LP, occorre identificare lo scrip di interfaccia della stampante da usare. La directory /usr/lib/lp/model elenca gli script di interfaccia della stampante dai quali scegliere. Questa directory contiene i file corrispondenti ai modelli ed ai nomi di tutte le stampanti e plotter HP (più alcuni file modello generici). La Tabella 2-5, “File modello e stampanti e plotter corrispondenti ” elenca i nomi dei file modello di base, i modelli aggiuntivi ai quali essi sono collegati ed i codici prodotto HP che supportano. Se si sta configurando una stampante non HP in HP-UX, leggere i file modello ASCII per individuare le caratteristiche essenziali della stampante, ad esempio se la propria stampante usa il Printer Command Language (PCL) o PostScript. Per ulteriori informazioni sui livelli del linguaggio PCL, consultare anche il manuale allegato alla stampante. Per le stampanti di terzi che non sono stampanti PostScript, usare il modello dumb; per i plotter non PostScript, usare dumbplot. Il comando /usr/sbin/lpadmin copia lo script del modello individuato in /etc/lp/interface/printername. Consultare lpadmin(1M) per avere informazioni sulle opzioni del comando. Tabella 2-5 File modello e stampanti e plotter corrispondenti
Una stampante locale è fisicamente collegata al sistema. Per configurare una stampante locale, consultare “Aggiunta di una stampante locale allo spooler LP. ”. Una stampante remota potrebbe essere fisicamente collegata o semplicemente configurata su un computer e si potrebbe accedere ad essa in una rete attraverso rlp(1M). Per accedere alla stampante remota, il sistema invia richieste attraverso la rete di area locale (LAN) all’altro sistema. Per configurare una stampante remota nello spooler LP locale, occore essere in grado di accedere al sistema remoto attraverso la LAN. Per configurare una stampante remota, consultare “Aggiunta di una stampante remota allo spooler LP”. Una stampante su base di rete differisce da una stampante remota in quanto essa è collegata direttamente alla LAN; non è collegata fisicamente ad un sistema specifico. Le stampanti di rete non usano file speciali del dispositivo, ma hanno il proprio indirizzo IP ed identificazione LANIC. Consultare “Aggiunta di una stampante su base di rete”. Quando si configura una stampante nello spooler LP, le si assegna un nome della stampante, al quale si dirigono le richieste di stampa. Un nome della stampante può contenere fino a 14 caratteri alfanumerici e può includere degli underscore. I seguenti sono nomi della stampante validi campione. laser1, letterhead, invoices, check_printer. I nomi della stampante che si assegnano sono elencati nella directory /usr/spool/lp/interface. Ogni file presente in quella directory è una copia del file modello (script di interfaccia della stampante) che consente di stampare sulla stampante denominata. È possibile fare un uso efficace di stampanti multiple raggruppandole come se fossero logicamente un’unica stampante. Per fare ciò, si crea una classe di stampanti. Una classe di stampanti è un nome collettivo per un gruppo di stampanti. La classe di stampanti è conservata nella directory /usr/spool/lp/class. Ad esempio, alle nostre stampanti campione denominate laser1 e laser2 si potrebbe assegnare una classe di stampanti denominata VIP, mentre alle stampanti denominate invoices e check_printer si potrebbe assegnare una classe di stampanti denominata Accounts. Una stampante può appartenere a più di una classe, tuttavia le stampanti remote non possono appartenere ad una classe di stampanti. Per usare una classe di stampanti, si dirigono le richieste di stampa ad essa invece che ad una stampante specifica. Si esegue lo spooling della richiesta di stampa su una coda di stampa singola e viene stampata dalla prima stampante disponibile presente nella classe. Così, è possibile bilanciare l’uso della stampante e ridurre al minimo l’affidamento su una stampante particolare. Per creare una classe di stampanti, consultare “Creazione di una classe di stampanti”. Consultare anche “Rimozione di una stampante da una classe di stampanti” e “Rimozione di una classe di stampanti”. La destinazione della stampa è la stampante o la classe di stampanti in cui sarà accodato un file. Vari comandi per lo spooler LP richiedono che si specifichi una destinazione della stampa. È possibile definire una destinazione della stampa nello spooler LP sulla stampante di default del sistema. In alternativa, è possibile assegnare ad ogni utente una stampante di default impostando un ambiente di shell dell’utente denominato LPDEST. Ogni stampante ha due attributi di priorità:
Di solito, le richieste di stampa sono gestite da una stampante nell’ordine in cui vengono ricevute. Per default, le richieste di stampa hanno la priorità della richiesta di default della stampante e sono FIFO (first-in-first-out). Tuttavia, ai lavori di stampa è possibile assegnare valori di priorità per aumentare o diminuire la loro priorità, usando l’opzione -p del comando lp. I valori della priorità sono compresi nell’intervallo da 0 a 7, dove il 7 rappresenta la priorità più alta. Per i dettagli, consultare lp(1). È possibile modificare una priorità della richiesta di stampa usando il comando lpalt. È possibile impostare la priorità della richiesta di default di una stampante usando il comando lpadmin (SAM consente di impostare una priorità della richiesta di default diversa da zero quando si aggiunge una stampante, ma non può modificare una priorità della richiesta di default della stampante). Per i dettagli, consultare lpadmin(1M) e lpalt(1). Se vi sono richieste di stampa multiple in attesa di essere stampate su una stampante specifica e tutte hanno priorità sufficientemente alte per la stampa, la stampante stamperà la richiesta di stampa successiva con la priorità più alta. Se più di una richiesta di stampa ha la stessa priorità, le richieste di stampa con quella priorità saranno stampate nell’ordine in cui sono state ricevute dallo spooler LP. Allo stesso modo, è possibile assegnare un valore della barriera di priorità a ciascuna stampante per impostare una priorità minima che la richiesta di stampa deve possedere per stampare su tale stampante. La priorità della barriera di una stampante si usa per stabilire quali richieste di stampa far stampare; vanno in stampa soltanto le richieste con priorità uguali o maggiori alla priorità della barriera della stampante. Per i dettagli, consultare lpadmin(1M) e lpfence(1M). Ogni richiesta del sistema dello spooler LP viene registrata in un file di log che si trova in /usr/spool/lp/log. Il file contiene un record di ogni richiesta del sistema dello spooler LP, incluso l’ID della richiesta, il nome utente, il nome della stampante, l’ora, i messaggi di errore e le ristampe causate dai guasti. Il sistema dello spooler LP serve in modo abbastanza idoneo la gestione della stampa di routine. Tuttavia, considerato l’aumento delle necessità tecnologiche, il problema della scalabilità si è rivelato essere un ostacolo per lo spooler LP. Se si amministra un ambiente di stampa su larga scala, l’HP Distributed Print Service (HPDPS) potrebbe essere un set di strumenti preferibile (consultare “HP Distributed Print Service (HPDPS)”). HPDPS (anche noto come DPS) consente agli utenti di usare i soliti comandi dello spooler LP, ed al contempo offre una maggiore flessibilità gestendo un ambiente di stampa complesso. Di contro, i comandi HPDPS consentono una specificità delle richieste di stampa di gran lunga maggiore. HP Distributed Print Service (HPDPS, anche noto come DPS) può essere usato con grandi benefici in ambienti di grandi dimensioni e distribuiti organizzati secondo un modello client/server e che usano DCE. HPDPS può essere configurato in un ambiente di base o esteso.
Quella che segue è una lista di link in questo modulo ai concetti di gestione della stampa usando HPDPS: Per le procedure per configurare ed amministrare HPDPS, consultare: L’HP Distributed Print Service (HPDPS) è un prodotto di amministrazione e gestione della stampa che rappresenta un avanzamento oltre il sistema dello spooler LP. HPDPS gestisce ambienti di stampa su larga scala e distribuiti ad un livello impensabile usando il solo spooler LP. Sia lo spooler LP sia HPDPS possono coesistere nello stesso ambiente; la compatibilità di codice consente di realizzare una migrazione graduale ad HPDPS. Sebbene HPDPS sia gestito in modo diverso dallo spooler LP, gli utenti finali possono continuare ad usare i comandi dello spooler LP con qui hanno dimestichezza in un ambiente HPDPS. HPDPS fornisce un set completo di
Per usare le funzionalità complete di HPDPS, occorre usare HP9000 Distributed Computing Environment (DCE), un prodotto da acquistare a parte. Se il proprio sistema host è configurato come cella DCE, è possibile implementare l’ambiente esteso HPDPS, che presenta un’infrastruttura client/server multipiattaforma, amministrazione a punto singolo, autenticazione del client ed autorizzazione dell’oggetto. HPDPS può essere anche configurato senza DCE. Usando l’HPDPS Basic Environment, HPDPS fornisce ancora più funzionalità e scalabilità dello spooler LP, ma alcune configurazioni devono essere gestite a livello locale, invece che da un singolo punto di amministrazione. In poche parole, HPDPS è composto da tre tipi di oggetti di gestione della stampante:
A seconda dell’implementazione, questi oggetti possono essere configurati su un unico sistema o distribuiti su vari sistemi di computer. HPDPS usa anche una stampante gateway, una stampante logica simile ad una “stampante remota” fornita dallo spooler LP. Una stampante gateway consente di dirigere una richiesta di stampa tra l’ambiente di base e l’ambiente esteso DCE e tra gli host compresi nell’ambiente di base. Usando HPDPS, l’amministratore può gestire i seguenti generi di impostazioni da un’unica ubicazione:
HPDPS fornisce le seguenti funzionalità:
Se si decide di implementare HPDPS, dedicare un po’ di tempo alla lettura dei primi cinque capitoli della HP Distributed Print Service Administration Guide prima di procedere oltre. Questo offrirà una comprensione totale del design, delle funzionalità e delle strategie usate durante l’installazione, l’implementazione e l’amministrazione di HPDPS. Per le procedure, consultare “Implementazione di HPDPS” o la guida in linea in SAM. Prima di configurare HPDPS, valutare le capacità di spazio del sistema, tenendo presente quanto segue:
Tabella 2-6 Requisiti del disco per l’installazione di HPDPS
Nel Capitolo 2 si forniscono ulteriori tabelle e formule per calcolare i requisiti di memoria e spazio su disco, “Installing HPDPS,” della HP Distributed Print Service Administration Guide. HP-UX 10.20 deve essere installato su ogni sistema HP-UX che contenga un client o server HPDPS (spooler o supervisore). Acquisire dimestichezza con gli oggetti HPDPSPrima di poter progettare il proprio ambiente di stampa gestito da HPDPS, acquisire dimestichezza con i componenti intercorrelati di HPDPS. Leggere le seguenti sezioni nel Capitolo 1, “Introducing HP Distributed Print Service” della HP Distributed Print Service Administration Guide:
Inoltre, “Planning your Logical Configuration” nel Capitolo 3 enumera considerazioni concernenti gli oggetti di base HPDPS. Prendere in considerazione i propri utentiPer farsi un’idea di come si desidera che il sistema HPDPS gestisca le stampanti, chiedersi quali siano le necessità dei propri utenti.
Per formulare un piano di come applicare gli oggetti HPDPS alle necessità degli utenti, esaminare le seguenti sezioni della HP Distributed Print Service Administration Guide:
Progettare la configurazione fisicaStabilire quanti client, spooler e supervisori installare. Ad esempio, è possibile configurare un ambiente di base, che avrà tutti gli oggetti installati su un sistema host unico. Occorrerà configurare un client, uno spooler ed un supervisore. Nella Figura 2-3, “Ambiente di base HPDPS campione”, fancy è un sistema host unico, sul quale sono installati il client, lo spooler ed il supervisore HPDPS. Collegata a fancy, vi è una stampante configurata a livello locale. Tuttavia, potrebbe essere possibile configurare qualsiasi altra stampante accessibile attraverso la LAN perché sia usata e gestita da HPDPS. Inoltre, è possibile rendere disponibili a livello locale attraverso le stampanti gateway qualsiasi stampante gestita da DPS su un altro sistema di base o esteso. Una configurazione HPDS campione con un ambiente esteso potrebbe avere uno o più client, uno o più spooler ed uno o più supervisori, distribuiti tra vari sistemi host. Nella Figura 2-4, “Ambiente esteso HPDPS campione”, fancy, tango e kenya sono sistemi computer host, sui quali sono configurati oggetti HPDPS distribuiti in un ambiente esteso. Si potrebbe gestire l’intero ambiente (usando SAM) da qualsiasi sistema su cui sia configurato un client. In tal modo, fancy e tango potrebbero essere usati per gestire tutti gli oggetti HPDPS, incluso quelli configurati su kenya. Connessa a kenya vi è una stampante configurata a livello locale, che necessita di un supervisore HPDPS ivi residente. Gli utenti di fancy e kenya potrebbero inviare richieste di stampa HPDPS a qualsiasi stampante HPDPS, perché i client sono configurati sui loro sistemi. L’utente collegato a tango potrebbe non poter presentare richieste di stampa HPDPS, anche se lo spooler HPPDS è configurato lì. Tuttavia, usando lo spooler lp, l’utente di tango potrebbe inviare richieste di stampa a qualsiasi stampante configurata di HPDPS. Lo spooler lp è in grado di gestire le richieste di stampa ed inoltrarle alle stampanti HPDPS. Per ulteriori informazioni, leggere la sezione, “Planning your Physical Configuration, nel Capitolo Tre della HP Distributed Print Service Administration Guide. Il software HPDPS è in bundle con il CDE Run-Time Environment (o con Instant Ignition sotto il Run-Time Environment) nel prodotto DistributedPrint. È possibile installare l’intero prodotto o set di file selezionati, a seconda del ruolo svolto dal sistema nell’ambiente di stampa distribuito. Questi sono i set di file:
Quando si usa swinstall per selezionare i set di file HPDPS per client, spooler e/o supervisore, saranno fatti entrare automaticamente il/i set di file della dipendenza backend idonea. Si useranno queste informazioni in “Implementazione di HPDPS”. Acquisire dimestichezza con le variabili di ambiente HPDPSLa Tabella 2-7, “Valori memorizzati nel file /etc/rc.config.d/pd” illustra i valori impostati in /etc/rc.config.d/pd. Una volta che la configurazione di HPDPS sia stabile, si potrebbe voler modificare questo file per impostare i valori, in modo che all’avvio di HP-UX, esso attivi automaticamente la configurazione. Tabella 2-7 Valori memorizzati nel file /etc/rc.config.d/pd
Ambiente esteso DCE ed HPDPSSe si intende trarre un vantaggio più completo dalla funzionalità di HPDPS e configurare un ambiente esteso HPDPS, occorre anche installare i set di file DCE. Da notare che i set di file DCE necessari ad eseguire un ambiente esteso HPDPS non sono quelli forniti in bundle con i set di file di nucleo di HP-UX. Fanno parte di un prodotto HP opzionale.
Le istruzioni dettagliate per l’installazione dei componenti HPDPS che usano swinstall si trovano nel Capitolo 2, “Installing HP Distributed Print Service,” della HP Distributed Print Service Administration Guide. I puntatori sulla documentazione DCE si trovano nello stesso capitolo. (disponibile soltanto per l’ambiente esteso HPDPS DCE). Se si installa l’ambiente esteso HPDPS, è possibile organizzare o delegare la gestione per gruppi, il che potrebbe includere:
È anche possibile rendere più rigida la sicurezza e configurare protocolli di notifica. Tutti questi argomenti sono trattati nel Capitolo Tre, “Planning Your HPDPS Configuration,” della HP Distributed Print Service Administration Guide. Per informazioni aggiuntive, consultare i seguenti manuali:
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