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Informazioni sulla release di HP Integrity Virtual Machines Manager versione A.03.00.00 > Capitolo 1 Informazioni sulla release di HP Integrity Virtual Machines Manager

Informazioni sulla release di Virtual Machines Manager

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Modifiche alla configurazione di I/O non visualizzate in VM Manager

Quando si modifica la configurazione di I/O al di fuori di VM Manager – come ad esempio aggiungendo o rimuovendo dispositivi attraverso la riga dei comandi o altri strumenti – la configurazione così aggiornata non sarà visualizzata finchè non saranno aggiornati i dati.

Soluzione

La visualizzazione è aggiornata automaticamente a intervalli regolari. Per aggiornare manualmente la visualizzazione, fare clic sul collegamento Refresh Data.

Per aggiornare le informazioni dei dispositivi di I/O, utilizzare il collegamento Refresh nelle schermate Set Network e Set Storage della procedura guidata Create Virtual Machine.

Informazioni di rete o di archiviazione incomplete dalle macchine virtuali

Se VM Provider non è in esecuzione in tutte le macchine virtuali avviate e nell'host di macchine virtuali, le informazioni di rete o di archiviazione delle macchine virtuali saranno incomplete.

Soluzione

Eseguire il seguente comando in ciascuna macchina virtuale e cercare la risposta “HPVMProviderModule OK”:

cimprovider -ls

Se le informazioni visualizzate nelle schermate di VM Manager sono incomplete, ciò può essere dovuto alle modalità asincrone del rilevamento di VM Manager, che non attende tutti i risultati prima di completare la pagina. Se le informazioni desiderate non fossero visualizzate, fare clic sul collegamento Refresh Data.

Tempi di risposta lenti nei sistemi che ospitano numerose macchine virtuali ad elevata attività

Il numero di CPU riservate ai processi non delle macchine virtuali che sono eseguiti nell'host di macchine virtuali è controllato da due parametri sintonizzabili contenuti nel file /etc/rc.config.d/hpvmconf. Questi parametri sono SVRCPURESPCT e SVRCPUALLOWPCT. Entrambi i parametri rappresentano percentuali di una singola CPU e sono inizialmente impostati al valore di 20.

In pratica, in un host di macchine virtuali multiprocessore, la percentuale destinata al server è suddivisa equamente fra tutti i processori dell'host, arrotondata al numero intero più vicino. Quindi, in un host ad 1 via, il valore 20 riserva il 20% di quel processore ai processi dell'host. In un host a 2 vie, è riservato il 10% di ogni processore. In un host a 4 vie, è riservato il 5% di ogni processore. In un host a 8 vie, a causa dell'arrotondamento, è riservato il 3% di ogni processore. In un host a 16 vie, sempre a causa dell'arrotondamento, è riservato il 2% di ogni processore.

Soluzione

Per assegnare maggiori risorse di processori alle applicazioni eseguite nell'host di macchine virtuali, aumentare entrambi questi parametri al medesimo nuovo valore. Dopo aver modificato questi parametri, perché il cambiamento abbia effetto, sarà necessario arrestare e riavviare le macchine virtuali Integrity.

Le macchine virtuali non sono identificate correttamente

Se il provider di macchine virtuali non è in esecuzione oppure se l'host di macchine virtuali non è stato compreso nel rilevamento di HP SIM, le macchine virtuali potrebbero non essere identificate correttamente come tali. In entrambi i casi, le macchine virtuali avranno il medesimo codice colore dei server autonomi, ed in System View non sarà presente il relativo collegamento View: VM. La stringa del modello le identificherà comunque come HP Integrity Virtual Machines.

Soluzione

  1. Per accertare se VM Provider è in esecuzione in una macchina virtuale, in essa digitare il comando seguente e cercare la risposta “HPVMProviderModule OK”:

    # cimprovider -ls

    Se la risposta prevista non fosse visualizzata, installare VM Provider nella macchina virtuale. Per le istruzioni di installazione, consultare Guida di installazione ed aggiornamento del software di amministrazione VSE versione A.03.00.00 (“Installazione del software degli agenti VSE nei sistemi amministrati”).

  2. Aggiungere sia il sistema host di macchine virtuali sia le singole macchine virtuali all'elenco di rilevamento di HP SIM. Ciò consentirà sia a HP SIM sia al software di amministrazione VSE di associare correttamente l'uno con l'altro l'host e le sue macchine virtuali ed abiliterà l'amministrazione con HP Integrity Virtual Machines Manager.

Le versioni di Integrity Virtual Machines, VMProvider e VMGuestLib devono essere compatibili

Se VMProvider, VMGuestLib e HP Integrity Virtual Machines sono al momento già stati installati, l'aggiornamento di uno qualsiasi di questi tre prodotti richiederà l'aggiornamento anche degli altri due, in modo che tutti le versioni siano compatibili e che tutti i prodotti funzionino correttamente.

Soluzione

In genere, è consigliabile aggiornare sempre questi tre prodotti nello stesso momento. Tuttavia:

  • Se HP Integrity Virtual Machines è aggiornato nell'host di macchine virtuali, non è necessario aggiornare VMProvider e VMGuestLib in esecuzione in una macchina virtuale; tuttavia, se non lo fossero, alcune funzionalità potrebbero non essere disponibili in VM Manager.

  • Se VMProvider è aggiornato in un guest di macchine virtuali, sarà necessario aggiornare anche VMGuestLib e viceversa, e nessuno dei due potrà essere aggiornato ad una versione superiore a quella di HP Integrity Virtual Machines in esecuzione nell'host di macchine virtuali.

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