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Informazioni sulla release di Distributed Systems Administration Utilities V1.5 per HP-UX 11i v3 settembre 2007 > Capitolo 1 Informazioni sulla release di Distributed Systems Administration Utilities v1.5

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La versione 1.5 di DSAU sincronizza le funzionalità DSAU tra le release HP-UX e Linux. Perciò, DSAU per HP-UX 11i v3, per HP-UX 11i v2 e per Linux hanno le medesime funzionalità. La tabella seguente elenca le specifiche versioni open source comprese in questa release di DSAU.

Tabella 1-1 DSAU e versioni open source

DSAUKit DSAU Release del sistema operativocfengine GNUsyslog-ngpdsh
1.5C.01.00.10HP-UX 11i v3 settembre 20072.1.201.6.82.7–1

 

DSAU supporta Serviceguard versione A.11.17 e successive.

Sincronizzazione della configurazione

Nuove funzionalità

In questa release non ci sono nuove funzionalità.

Problemi noti e risoluzioni

  • Nelle release precedenti, Configuration Synchronization Wizard non supportava l'aggiunta di client che si trovavano in un dominio DNS diverso da quello del server master. La documentazione descriveva invece come configurare manualmente cfengine per l'uso con client in più domini DNS. Una delle tecniche descritte richiedeva la modifica a cf.main ed a update.conf, per definire il server master utilizzando un nome host completamente qualificato ed utilizzando la variabile domain per stabilire il dominio DNS del client amministrato:

    domain = ( ExecResult(/sbin/awk '/domain/ {print $2}' /etc/resolv.conf) )

    Se update.conf e cf.main sono stati modificati manualmente per utilizzare questo metodo, è necessario modificare i file da utilizzare con cfengine 2.1.20. I modelli predefiniti di DSAU V1.2 e successive contengono la definizione del dominio aggiornata. Per i dettagli, vedere update.conf e cf.main, in /opt/dsau/share/cfengine/templates.

    Questa nuova definizione della variabile del dominio è compatibile con cfengine 2.1.20 e 2.1.15. Se si utilizzano come server master delle versioni anteriori di DSAU e si desidera gestire dei client con cfengine 2.1.20, per utilizzare la medesima definizione di dominio dei nuovi file modello, nel server master aggiornare i file cf.main e update.conf.

  • Per consentire l'utilizzo non interattivo, csync_wizard supporta l'opzione -f nome_file. Il file di input contiene le risposte a tutte le domande fatte dalla procedura guidata durante una sessione interattiva. Quando si configura la sincronizzazione della configurazione in un cluster Serviceguard, cfengine è definito per essere eseguito come pacchetto. I dati specificati nel file di input comprendono il nome del gruppo di volumi e del volume logico del pacchetto. Entrambi questi valori devono essere completamente qualificati. Ad esempio:

    volumegroup:/dev/vgcsync
    logicalvolume:/dev/vgcsync/lvol1

  • Quando si esegue Configuration Synchronization Wizard in un cluster Serviceguard, assicurarsi che la directory corrente non si trovi nel filesystem associato con l'archiviazione condivisa del pacchetto. Quando si crea il pacchetto di Serviceguard, il filesystem sarà forzosamente smontato e Serviceguard terminerà inavvertitamente la procedura guidata, dato che questa impedisce lo smontaggio del filesystem.

  • Durante ogni utilizzo, Configuration Synchronization Wizard crea i backup della configurazione corrente di cfengine, nella directory /var/opt/dsau/cfengine/backups. I file nel livello superiore di questa directory sono i backup più recenti. Qualsiasi configurazione anteriore è salvata in una sottodirectory di nome "v_data_ora”. Queste directory dei backup non sono mai eliminate ed utilizzando molte volte la procedura guidata possono accumularsi. HP consiglia di eliminare periodicamente queste directory dei backup.

Registrazione eventi consolidata

Nuove funzionalità

In questa release non ci sono nuove funzionalità.

Problemi noti

In questa release non ci sono problemi noti.

Distribuzione dei comandi

Nuove funzionalità

In questa release non ci sono nuove funzionalità.

Problemi noti e risoluzioni

Parallel Distributed Shell (pdsh), Parallel Distributed Copy (pdcp) ed i comandi basati su queste utility, (cexec, ccp, ckill, cuptime, cps) visualizzano dei messaggi di errore fuorvianti quando l'ambiente di protezione non è configurato correttamente. Ad esempio, se ssh non interattiva non è stata configurata correttamente, pdsh e pdcp visualizzeranno dei messaggi d'errore come quelli seguenti:

pdsh@nodo_origine:nodo_destinazione:Failed to initiate RCP protocol

pdsh@nodo_origine:nodo_destinazione:ssh exited with exit code 255

Ciò indica pdsh non è stato in grado di stabilire una connessione ssh con il nodo remoto. Per ulteriori informazioni sulla risoluzione dei problemi, vedere Manuale dell'utente di Distributed Systems Administration Utilities, capitolo 4, Distribuzione dei comandi.

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