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Informazioni sulla release di Distributed Systems Administration Utilities V2.0 per HP-UX 11i v3 marzo 2008 > Capitolo 1 Informazioni sulla release di Distributed Systems Administration Utilities V2.0

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La versione 2.0 di DSAU supporta le configurazioni di Serviceguard tra sottoreti. Le sezioni successive di questo documento descrivono in dettaglio questa nuova funzionalità. La tabella seguente elenca le specifiche versioni open source comprese in questa release di DSAU.

Tabella 1-1 DSAU e versioni open source

DSAUKit DSAU Release del sistema operativocfengine GNUsyslog-ngpdsh
2.0C.01.00.14HP-UX 11i v3 marzo 20082.1.201.6.82.7-1

 

DSAU supporta Serviceguard versione A.11.17 e successive.

Sincronizzazione della configurazione

Nuove funzionalità

Configurazione del server master (master csync) di sincronizzazione in ambienti cluster tra sottoreti

In un ambiente cluster, se tutti i nodi si trovano nella medesima sottorete, in questo ambiente cluster è possibile configurare un server come master csync.

Tuttavia, in un ambiente di cluster tra sottoreti il server master csync deve essere un sistema esterno, preferibilmente un server quorum, all'esterno delle sottoreti del cluster. È possibile configurare un cluster tra sottoreti solamente come client, con un sistema esterno che agisce da master di cfengine. Dopo avere configurato un sistema esterno come master csync, sarà possibile configurare i nodi del cluster tra sottoreti come client amministrati di cfengine.

Quando un utente esegue csync_wizard in un cluster tra sottoreti, il sistema visualizzerà un messaggio, che indica che il master csync deve essere un sistema all'esterno del cluster tra sottoreti. Secondo che il master csync sia già stato configurato, è possibile uno dei casi seguenti:

  • Se il master csync è già stato configurato all'esterno del cluster tra sottoreti, il sistema visualizzerà il nome host o l'indirizzo IP del master csync.

  • Se il master csync non è stato configurato all'esterno del cluster tra sottoreti, l'utente dovrà configurare un sistema esterno, preferibilmente un server quorum, come server master csync, quindi procedere con l'esecuzione di csync_wizard nel cluster tra sottoreti.

Problemi noti e risoluzioni

  • Per consentire l'utilizzo non interattivo, csync_wizard supporta l'opzione -f nome_file. Il file di input csync_wizard_input.txt, situato in /var/opt/dsau/cfengine/tmpdir/, contiene le risposte a tutte le domande fatte dalla procedura guidata durante una sessione interattiva. Quando si configura la sincronizzazione della configurazione in un cluster Serviceguard, cfengine è definito per essere eseguito come pacchetto. I dati specificati nel file di input comprendono il nome del gruppo di volumi e del volume logico del pacchetto. Entrambi questi valori devono essere completamente qualificati. Ad esempio:

    volumegroup:/dev/vgcsync
    logicalvolume:/dev/vgcsync/lvol1
  • Quando si esegue Configuration Synchronization Wizard in un cluster Serviceguard, assicurarsi che la directory corrente non si trovi nel filesystem associato con l'archiviazione condivisa del pacchetto. Quando si crea il pacchetto di Serviceguard, il filesystem sarà forzosamente smontato e Serviceguard terminerà inavvertitamente la procedura guidata, dato che questa impedisce lo smontaggio del filesystem.

  • Durante ogni utilizzo, Configuration Synchronization Wizard crea i backup della configurazione corrente di cfengine, nella directory /var/opt/dsau/cfengine/backups. I file nel livello superiore di questa directory sono i backup più recenti. Qualsiasi configurazione anteriore è salvata in una sottodirectory di nome "v_data_ora". Queste directory dei backup non sono mai eliminate ed utilizzando molte volte la procedura guidata possono accumularsi. HP consiglia di eliminare periodicamente queste directory dei backup.

Registrazione eventi consolidata

Nuove funzionalità

Configurazione del server di consolidazione dei registri eventi in ambienti cluster tra sottoreti

In un ambiente cluster, se tutti i nodi si trovano nella medesima sottorete, in questo ambiente cluster è possibile configurare un server per la consolidazione dei registri eventi.

Tuttavia, in un ambiente di cluster tra sottoreti, il server di consolidazione dei registri eventi deve essere un sistema esterno, preferibilmente un server quorum, all'esterno delle sottoreti del cluster. È possibile configurare un cluster tra sottoreti solamente come client di inoltro della registrazione eventi, con un sistema esterno che agisce da server master di consolidazione dei registri eventi. Dopo avere configurato un sistema esterno come server master di consolidazione dei registri eventi, sarà possibile configurare i nodi del cluster tra sottoreti come client di inoltro dei registri eventi.

Quando un utente esegue clog_wizard in un cluster tra sottoreti, il sistema chiederà all'utente di rispondere alla domanda seguente:

Do you want to configure log consolidation? (y/n) [y]:

Se l'utente risponde y (Sì), il sistema visualizzerà un messaggio, indicante che il server master di consolidazione dei registri eventi deve essere un sistema all'esterno del cluster tra sottoreti e chiederà all'utente di immettere il nome host o l'indirizzo IP del server di consolidazione dei registri eventi.

Se il server di consolidazione dei registri eventi non è stato configurato all'esterno del cluster tra sottoreti, l'utente dovrà configurare un sistema esterno, preferibilmente un server quorum, come server master di consolidazione dei registri eventi, quindi procedere con l'esecuzione di clog_wizard nel nodo del cluster tra sottoreti.

Problemi noti

In questa release non ci sono problemi noti.

Distribuzione dei comandi

Nuove funzionalità

In questa release non ci sono nuove funzionalità.

Problemi noti e risoluzioni

Parallel Distributed Shell (pdsh), Parallel Distributed Copy (pdcp) ed i comandi basati su queste utility, (cexec, ccp, ckill, cuptime, cps) visualizzano dei messaggi di errore fuorvianti quando l'ambiente di protezione non è configurato correttamente. Ad esempio, se ssh non interattiva non è stata configurata correttamente, pdsh e pdcp visualizzeranno dei messaggi d'errore come quelli seguenti:

pdsh@nodo_origine:nodo_destinazione:Failed to initiate RCP protocol

pdsh@nodo_origine:nodo_destinazione:ssh exited with exit code 255

Ciò indica pdsh non è stato in grado di stabilire una connessione ssh con il nodo remoto. Per ulteriori informazioni sulla risoluzione dei problemi, vedere Manuale dell'utente di Distributed Systems Administration Utilities, capitolo 4, Distribuzione dei comandi.

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